Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; PALERMO
anno <1938>   pagina <866>
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866 Libri e periodici
Volendo indagare a fondu le ragioni dell'origine del Fascismo a Reggiti Emilia l'A., giustamente, ai rifa dagli anni del riscatto nazionale, per dimostrare che, nell'ope­rosa città emiliana, forse pia che altrove, tra il movimento per 1*indipendenza d'Italia e il nuovo movimento rivoluzionario si riscontra un'identità intima di fervore di passioni e di motivi ideali.
Sin dagli albori della nostra rinascita Reggio vanta un susseguirei ininterrotto di meravigliose tempre di patrioti che provano come il sentimento patrio non fosse Il soltanto un privilegio di pochi, ma il patrimonio di una netta maggioranza. Non è senza significata die Reggio Emilia fu la colla del incolore. Al momento della riscossa la classe borghese, in particolare, assolse degnamente al suo compito, riattizzando il fuoco mai spento della coscienza italica ed educando le masse ad alti concetti unitari con fierezza di intenti e fermezza di azione.
Congiuntasi la città, con unanimità di consensi, alla gran madre comune, molti' di coloro stessi che avevano offerto il sangue e il braccio per la causa liberale credet­tero dì continuare l'opera dei maggiori rivolgendosi ad uno dei più assillanti problemi del tempo, cioè all'elevazione delle classi più misere, ritenendo che con un ben coor­dinato movimento intemazionale, senza rinnegare peraltro la patria, realtà ormar viva ed operante nelle coscienze, fosse possibile giungere ad un equo ristabilimento degli umani valori. I primi socialisti a Reggio Emilia furono per l'appunto garibal­dini. Il socialismo sorse così, in città, su basi quasi puramente dottrinali, per la difesa della classe meno abbiente e con un programma in parte ispirato a criteri illuminali. E in un volger di tempo relativamente breve da manipolo diventò schiera, indi falange; ma degenerò a mano a mano, quasi per logica evoluzione, in forme utopistiche di estremismo, improntato sempre più ad un materialismo immediato nei mezzi e nei fini, soprattutto per l'abilità, non sempre disinteressata, dei capi, la cui opera di pro­paganda, assidua e tenace, aveva ben facile rispondenza nelle condizioni meschine dei lavoratori; mentre la borghesia non seppe a sufficienza osteggiare il propagarsi dei principi che, almeno per quel che concerneva la riconosciuta necessità di miglio­ramento del basso ceto, aveva fatti suoi, accontentandosi per Io più. di una critica fine a se stessa, inerte e passiva.
Il patrimonio glorioso di ideologie patriottiche che i reggiani del Risorgimento avevano tramandato non venne, però, per fortuna, mai meno; il nucleo esiguo, ma saldo, dei benpensanti seppe più volte mostrare alto spirito di disciplina nazionale,, e non solo a parole, soprattutto nei momenti più dolorosi della vita italiana o nelle dimostrazioni locali, più crudamente significative, del demagogismo socialistico; ed essi trovarono a poco a poco l'appoggio, sempre più incondizionato, di un gruppo di giovani e fresche energie, gli studenti delle scuole medie, che sui banchi della scuola avevano temprato gli animi al culto della patria oltre che alle discipline della scienza,. i quali, armati solo della grande fede, propagatori sinceri di ogni COBB buona, si appre­starono ad affrontare impavidamente le insidie delle piazze e numerosi si immolarono volontariamente per difendere la dignità della Nazione contro la tracotanza sovver­siva, hi bieca violenza, t>pcsn ingiustificata, l'attitudine scettica e negatrice di fronte ai più alti ideali della religione e della famiglia. Era l'idealismo dei primi assertori del Risorgimento, del martiri* dei soldati delle compagno del patrio riscatto che rinver­diva (alcuni di essi erano reduci di Vittorio Veneto) e si armava, non più contro i nemici esterni, ma contro i nemici intemi che minavano lo Stato.
E a Reggio la lotta fu dapprima aspra, vertiginosa e sanguinosa, forse più che altrove; sia perche li, più che altrove, il denaro alla lotta di classe pareva riassumere in sé ogni altro imperativo etico e t problemi italiani parevano soln solubili osservando! i da un unico punto di vista che era poi in pratica il più egoistico possibile; sia ancora perchè 3 fascismo locala non fu dapprima abbastanza attrezzato allo polemiche teoriche e non seppe contrapporre, subito, di fronte all'astuzia politico finissima e al dogmatismo-più o meno astratto degli avversari un'opera di propaganda sfai ematica, e Coerente-