Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; PALERMO
anno
<
1938
>
pagina
<
871
>
Vita dell'Istituto 871
Già fin dal mese di marzo, convocata dal Podestà, ha avuto luogo In Municipio una prima riunione della Consulta del Comitato con l'intervento dei rappresentanti degli istituti militari e delle organizzazioni militari e politiche della città per Pesame di un piano organico delle manifestazioni celebrative.
* *
PARMA. - L'on. aw. Mario Mantovani ha dato le dimissioni da Presidente del Comitato ed è stato sostituito dal comra. prof. Omero Masnovo.
* * *
TRAPANI. - Con largo intervento di pubblico si sono svolte le prime due conferenze del ciclo di quest'anno. Il vice presidente aw. Pietro Drago ha parlato sul tema: Il Regio Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano illustrando i fini e Patti* vita del nostro sodalizio e particolarmente mettendo in rilievo l'opportunità del lavoro a cui attendono già molti Comitati e tra i primissimi quello di Trapani - per preservare il materiale archivistico dal pericolo di dispersioni e di distruzione. In una successiva conferenza il segretario del Comitato, prof. Francesco de Stefano ha illustrato sulla scorta di un ricco materiale inedito l'ambiente culturale trapanese nella prima metà del secolo XIX, i rapporti fra questo e le altre regioni italiane, gli influssi educativi di quella cultura sulla generazione che operò la rivoluzione in Sicilia.
Alle conferenze sono intervenute le autorità e le gerarchie locali, con a capo S. E.
il Prefetto.
* *
TRIESTE. - Togliamo dal Piccolo di Trieste del 24 aprile u. s. l'ampio resoconto della nobile commemorazione di Spartaco Muretti fatta dall'on. Bruno Coceani:
e Nel primo anniversario della morte, Spartaco Muratti è stato rievocato ierSera da Bruno Coceani nella sala Duca d'Aosta, affollata di pubblico. Era presente, con Carlo Banelli, tutta la vecchia guardia dell'irredentismo giuliano: e tra gli amici e collaboratori del nobile cittadino, il sen. conte SegrèSartorio, e il vicepodestà Marcucci per il Podestà e i rappresentanti del Comitato locale per la Storia del Risorgimento, della Dante e della Filologica friulana.
Un'adunata spiritualmente preparata ad ascoltare la calda ed elevata commemorazione nella parola di chi fu tra gli appassionati e colti assertori d'italianità a Trieste negli anni dell'attesa e volontario combattente valoroso durante la guerra; e che in tale duplice veste ebbe familiarità e comunione d'intese con il patriota, con l'uomo politico, con il poeta e con l'operoso e sagace continuatore nelle terre liberate di quel programma irredentistico che, anticipando i tempi della Marcia su Roma, doveva naturalmente sfociare nelle vittoriose dottrine del Fascismo.
Intera e limpida ne usci la figura di Spartaco Moratti, così rievocata e plasmata in piena luce, dagli anni dell'infanzia alla morte* esaltatore sempre dei valori della Nazione* campione d'irredentismo alla cui fiamma si scaldò, giovinetto, ascoltando le vicende garibaldine del padre Giusto e di cui arse poi durante l'intera generosa esistenza, a Trieste, a Udine, a Bologna, a Roma, negli anni della preparazione, nelle battaglie per l'intervento, in guerra e nel dopoguerra.
A Udine, dove il reduce di Villa Glori si era trasferito dopo la tragedia di Oberdan, Giusto Muratti non cesso mai di cospirare contro l'Austria per la liberazione della sua Trieste; la sua casa era diventata il contro dell'agitazione irredentistica. Vi si davano convegno segreto i capi del movimento giuliano. Spartaco crebbe in quell'ambiente assieme al fratello Gracco, in mezzo a quegli uomini accesi di ideali e frementi di sogni e di speranze. A Udine compi gli studi classici; a Bologna, avendo a maestri Luigi Pinci!ì, amico del Carducci, e Dino Mantovani, si laureò in legge; a Trieste, la città di suo padre e la sua per origine, inizio nello studio di Felice Vcneztan il suo tirocinio di avvocatura e subito diventò uno del più fidi dell'insigne Maestro, e ùltimo di Riccardo