Rassegna storica del Risorgimento
SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1938
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pagina
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881
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Il Regno di Sardegna 881
a mezzo di quelle stupende ascese che sono il Regno d'Italia e P Impero, che non è solo quello d'Etiopia ma è spirituale e
universale.
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Nel fluttuare delle generazioni e nello scorrere del tempo, Vico è salda cima che emerge a segnare le tappe progredienti del nostro cammino. Si ricollega esso alle fulgide vette Dante, Machiavelli che testimoniano negli evi la continuità della nostra stirpe e la unità del nostro spirito; trasmetterà ai futuri il seme del suo pensiero che si trasformerà in nutrimento di vita spirituale con Vincenzo Cuoco, in sublime passione italica con Alfieri, in forza politica e morale con Gioberti, in trascinante apostolato unitario con Mazzini, in splendore di azione con Garibaldi e Vittorio Emanuele, in realizzazione di unità con Cavour e in attuazione di potenza con Mussolini.
PERNO POLITICO D'ITALIA SARÀ IL REGNO DI SARDEGNA
Iddio lo renderà mezzo strumentale dei suoi disegni, con tutte le vicende di bene e di male, con i contrasti di luce e di ombre, con tulli gli abbattimenti e con tutte le rinascite, per trarne i risultati della nostra progressiva ascesa.
Cosi è che, malgrado la volontà contrastante di Vittorio Amedeo II e di Filippo V, antagonisti e protagonisti della grandiosa vicenda, la Sardegna, assegnata al Re Sabaudo, è annessa al Piemonte.
Il 22 giugno 1720 Filippo V rinunzia solennemente alle provincie staccate dalla Monarchia Spagnola.
L'Imperatore Carlo VI nomina a suo rappresentante il Principe d'Ottaiano per rimettere l'isola al Piemonte dopo averla ricevuta dalla Spagna e l'8 agosto 1720 avviene in Cagliari, alla presenza delle prime voci degli Sta menti, la solenne consegna del Regno al plenipotenziario di Vittorio Amedeo, maresciallo Luigi Desportes.