Rassegna storica del Risorgimento

SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1938>   pagina <884>
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884 Giorgio Bardanzellu
Nessuno può dire quale sarebbe stata la sorte dell9 Italia nell'epoca fortunosa del Risorgimento se, avendo in mani straniere la Corsica, essa fosse stata sempre privata dal suo grande baluardo mediterraneo.
Acquistava la Casa Savoia il respiro del mare, la spinta verso il sud, che suggellava definitivamente il suo destino nazio­nale e italico, e Vittorio Amedeo potè considerarsi il solo sovrano indipendente in terra italiana, poiché la Sardegna non soggiaceva feudalmente all'Impero.
Il destino si compieva malgrado la stessa volontà del Prin­cipe! Poi egli si adattò al nuovo acquisto e diede personalmente al Viceré le istruzioni che si assommavano in questa precisa norma :
Non mutar nulla di quanto avevano usato i predecessori spagnuoli.
Temendo poi di perdere la Sardegna, come aveva perduta la Sicilia per ingordigia di governanti, soleva dire che la nuova sposa non doveva mostrarsi in altro acconciamento che non fosse la cuffia. Nella memoria particolare dettata da S. M. al Contadore Fontana è scritto che si dovrà mantenere il Regno nella ignoranza delle nuove pubbliche e nell'oziosità in cui pre­sentemente si trova e al Barone di S. Remigio, quando assicu­rava che tutti i sardi desideravano imparare la lingua italiana, anzi molti la parlavano, e questa facilmente si sarebbe intro­dotta se si fosse adottata nella scuola, il Re, con dispaccio 7 gennaio 1721, vietò che si facesse un passo per tale scopo. Per parlare e usare l'italiano bisognerà attendere le riforme di Carlo Emanuele HI nel 1738.
Eppure il sardo, malgrado quattro secoli di servaggio e mal­grado le sue apocalittiche sciagure aveva conservato italiani l'anima, la tempra e lo spirito! Pare prodigio! Ma nell'urto dei contrasti, nei mescolamenti di dominazioni e di popoli, negli scontri di azioni e di reazioni, vi è sempre una inconfondibile linea direttrice nella storia di Sardegna, che mai si interrompe.
La linfa italica e latina proromperà in Sardegna al contatto delle feconde energie di Genova e di Pisa e non si essicherà