Rassegna storica del Risorgimento
SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1938
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pagina
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889
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// Regno di Sardegna 889
nelle lontane aurore, prima di Grecia e di Roma, prima del Lucumone etrusco? Canta il Poeta:
..........l'ombra enorme
Del passato covar sembra il nuraghe Perchè ne sorga un popolo conforme.
E il popolo antico che tramanda a noi, intatto, il suo spirito primigenio e, con invisibile ma immanente continuità, ci dona il senso delle proporzioni, il rispetto delle gerarchie, l'attaccamento alla terra, intuito e attuato con un senso mistico di disciplina e di dovere.
Per questi beni, che sono indispensabile nutrimento della sua anima, nessun sacrificio gli sembra adeguato.
La ricchezza del suo spirito contrasta con la povertà dei suoi mezzi e della sua vita, ma da ciò egli trae tempra e carattere e in ciò si forgia come, sull'incudine, il ferro martellato del destino.
Perciò è sempre pronto alla difesa e alla lotta e la vita non vale più che la morte, se è data a salvaguardia della libertà, della giustizia e dell'onore.
Presupposto di questa leale e guerriera concezione della sua esistenza è per il sardo la fedeltà senza servilismo, il coraggio senza iattanza.
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Di queste qualità intrinseche dei suoi sudditi si rese conto ben presto anche Vittorio Amedeo II che rivolse all' isola le sue cure.
Attrasse a se i nobili, disposti a servire con lealtà la causa regia.
Conciliò le opposizioni del clero ottenendo da Benedetto XIII (9 dicembre 1726) il Breve con cui il Papa, riconoscendolo Re di Sardegna, gli accordava l'indulto per la nomina ai benefici.
Riordinò l'amministrazione dello Stato e si accostò agli umili, ordinando al Viceré di estirpare gli abusi dei potenti, di rendere a tutti pronta giustizia, di reprimere la delinquenza.