Rassegna storica del Risorgimento
SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1938
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pagina
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890
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890 Giorgio Bardanzellu
H gran Re, la cui prestigiosa personalità domina la sua epoca, consolida così la struttura del nuovo Regno e vi inizia quelle necessarie riforme che il successore Carlo Emanuele III (1730-1773) sotto la guida, veramente saggia e illuminata del D'Ormea prima e del Bogino poi, portò a compimento, con sollievo di tutto il popolo.
Fu restituita la sicurezza all'isola.
Fu riordinata l'amministrazione della giustizia e indebolita la potenza feudale, creati i consigli comunali, pacificate le famiglie, aperte molte* scuole, restaurate le Università di Cagliari e di Sassari (17641765) ove una colonia di dotti, chiamati da terra ferma, ruppe le incrostazioni spagnuole, additando ai sardi il sentiero delle lettere e delle scienze.
B un soffio di vita nuova che ridona agli isolani la tranquillità e la speranza specie quando, con le poste e i tribunali, si riordinarono i monti frumentari fornendoli di grano e di buoi che assicurarono ai contadini il necessario per lavorare.
I sardi dimostrarono subito al Re la loro fedeltà e la loro gratitudine in una forma tutta loro propria.
Carlo Emanuele III fu coinvolto, appena salito al trono, nella guerra di successione polacca, prima, in quella di successione austriaca poi. Egli scese subito in campo, seguendo il destino guerriero della sua Casa, per affermare ovunque l'interesse sabaudo che nei Savoia sempre sovrasta immuta-bile, sul mutare di principii e di ministri. Ancora una volta l'antagonista è l'Austria e l'aspirazione è per la Lombardia.
Con magnifico ardimento egli conquista Novara eTortona entra trionfatore a Milano evince a Guastalla(19 settembre 1734).
Al Re vittorioso non fu però concessa dal Trattato di Vienna del 18 novembre 1738 l'agognata Lombardia. Dovette accontentarsi di Novara e di Tortona, di Serravalle e delle Langhe.
A più dura prova il Re fu chiamato nella guerra di successione d'Austria nella quale si schierò contro Francia e Spagna, con Maria Teresa.