Rassegna storica del Risorgimento
SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1938
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pagina
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893
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// Regno di Sardegna 893
Il eonte Cordara di Calamandrana, che poco dopo lo surrogò, ferì il cuore dei sardi e ne avvilì l'animo destinando, agli unici secondari dell' isola giovani forestieri di mala condotta come se la Sardegna fosse una terra di punizióne. Nel 1780. imperversò nell'isola una spaventosa carestia che il nuovo ministro conte di Buonvicino cercò di migliorare ma che il governatore di Sassari, marchese di Maccarani, ignominio-samente sfruttò a suo favore, incettando grano per arricchirsi e spingendo il popolo a tumulto.
Nel 1789 è ministro degli affari sardi il conte Granerà, mente ristretta e insufficiente, che, avendo sposato la vedova del Duca di S. Pietro, diede a costei la libertà di agire nell'isola con politica partigiana che l'inetto Viceré, conte Bal-biano, non seppe ne impedire ne arginare. Regnò a Cagliari la prepotenza e l'arbitrio che diede motivo di sommovimenti popolari e di avvilimento generale.
Come si vendicarono i sardi di questo malo trattamento?
In un modo a loro proprio: riconfermando, fino al sacrifìcio, la loro fedeltà al Re che, al di sopra degli errori dei suoi ministri, rimase sacro nella loro venerazione.
Infatti, appena la Francia repubblicana conquistata Nizza, accennò a muovere con le sue flotte contro la Sardegna, i sardi, di colpo, inghiottirono tutte le amarezze, dimenticarono tutte le offese, e, infiammati da ardore patriottico, si armarono, apprestandosi, con risoluto animo, alla lotta.
Il Re era impegnato con le sue forze sulle Alpi né poteva mandare aiuti alla Sardegna. Ma l'Isola fedele basterà a se stessa e compirà ancora una volta la sua alta missione storica di portatrice del destino.
I sardi furono da allora tutti volontari per la difesa della Patria! Si armarono a loro spese, offrirono al Re le loro sostanze e, come ai tempi balenanti di Eleonora, tutto il popolo, diventato esercito, si inebriò del fragore della battaglia.