Rassegna storica del Risorgimento
SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1938
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pagina
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894
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894
Giorgia Bardanzellu
Non è senza commozione che nella storia di. Giuseppe Manno si legge la seguente pagina:
La Sardegna tutta aveva risposto al grido della difesa con tale un'ardenza e unanimità che la storia deve tenerne conto sopra ogni altro avvenimento di questa guerra, poiché la gloria che ne viene alla nazione è tutta di lei senza mescolamento di fortuna... L'amore alla Patria e la devozione al Re scaldava ogni petto. La sete stessa della privata vendetta era spenta in quei giorni.
Un popolano, sorpresa al campo da un suo nemico personale è da lui investito con parole minacciose. Egli ascolta, poi si curva a segnar sulla terra una croce, come per giuramento, e rialzatosi dice: Per questa croce e per la causa che qui ci unisce, io ti perdono adesso.
Quando saranno partiti i nemici del Re, farò a te risposta.
Lo spirito eroico di questo popolano è lo stesso che accese l'animo dei sette popolani di Iglesias che il 17 gennaio 1792 si lanciarono contro i francesi sbarcati a S. Antioco e li scompigliarono e li misero in fuga atterrandone sette sul campo.
Conosciamo i nomi di questi umili e prodi figli di Iglesias: Giovanni Lehiu, Francesco Matzeu e Salvatore Pani caduti combattendo, Antonio e Melchiorre Bassu, Francesco Antonio Serra e Antonio Ignazio Casu ritornati al campo col grido di vincitori.
Ma tutti i notabili e i cavalieri d'Iglesias si misero alla testa delle milizie sulcitane e compirono animosamente il loro dovere.
I sardi fecero barriera ovunque alle agguerrite milizie francesi che furono battute a Cagliari e furono battute alla Maddalena ove il giovine Buonaparte, comandante dell'artiglieria e luogotenente allora dei battaglioni volontari di Corsica, dovette cedere davanti all'impeto dei Galluresi e alla bravura di Domenico Millelire, prima medaglia d'oro del Regno sardo.