Rassegna storica del Risorgimento

SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1938>   pagina <899>
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Il Regno di Sardegna 899
spagnola per cui la Sardegna passò a Casa Savoia (come disse il Pitzorno) in pieno assetto medioevale.
Appena salito al trono, il nuovo Re diede mano alle più ardite riforme, prima fra tutte l'abolizione dei feudi nel 1836. : fri
Fondò la proprietà propria e la giustizia giusta, ricom­pose gli ordini giudiziari, civili, amministrativi, costruì strade e opere pubbliche imprimendo alla complessa vita isolana un meraviglioso impulso.
Desidero far mutare faccia alla Sardegna scriveva il 14 giugno 1834 a Emanuele di Villamarina. Ritornerà in Sardegna nel 1841 e nel 1843 per accertarsi di persona della attuazione delle riforme che culminarono nella abolizione delle leggi, statuti e privilegi spagnoli come era aspirazione appassionata dei sardi, e nella fusione della Sardegna al Piemonte (8 febbraio 1848). La fusione avrà, subito dopo, il suo suggello nella promulgazione dello Statuto.
L'Isola fedele formò parte integrante della monarchia costituzionale e diventò, nelle sue leggi, come sempre lo era stata nel suo spirito, luminosamente italiana. Da questo momento la storia del Regno di Sardegna si fonde e si dilata nella storia d'Italia.
La gloriosa nazionalità sarda ebbe così termine lasciando incancellabile orma nel ritmo della storia.
Le vecchie scorie e le logore impalcature furono bruciate nel nuovo incendio che ardeva per la divina passione della Patria.
L'ora suprema per la Monarchia era suonata.
Carlo Alberto il 23 marzo 1848, dichiara la guerra al­l'Austria e nel proclama ai popoli della Lombardia e della Venezia lancia il fiero grido della rivendicazione e della lotta: L'Italia farà da se.
Il 26 marzo l'esercito Sabaudo col vessillo tricolore passa il Ticino. Lo passa anche il ferreo reggimento dei Cacciatori