Rassegna storica del Risorgimento
SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1938
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pagina
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902
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902 Giorgio Bardanzellu
in tutte le ore operose dalla nostra fatica sul mare, sui campi, nelle miniere, si afferma nella nostra fede sempre risorgente:
Cunservet Deus su Re Salvet su Regnu Sardu Et gloria a s'istendardu Cunzedat de su Re.
Sempre in noi liat essere Sa vida immota et forte, Né in variare e sorte Hat a mudarsi, o Re.
Non deve mutarsi né ha mai mutato, se non per accrescersi nella virtù del nostro popolo e nel valore dei nostri soldati.
I 400 archibusieri di Lepanto si moltiplicarono nei Cacciatori sardi e nei granatieri della Guardia durante la guerra dell' indipendenza, furono i fedeli del He a Novara e a Custoza, rifulsero con La Marmora in Crimea, con Garibaldi sulle Alpi ed in Sicilia, con Cadorna a Homa, caddero per risorgere a Dogali e ad Adua, vinsero in Libia e nell'ora grande e decisiva del destino, sorsero da tutte le città e da tutti i villaggi, dalle piane e dalle brughiere, dalle tanche e dagli ovili sorsero, fianco a fianco, i più giovani e i più vecchi, a formare le falangi della gloria. Sorsero gli intrepidi della Brigata Heggio e della Brigata Sassari a riaccendere le gesta delle antiche epopee alle Frasche e ai Hazzi, sui monti e sui fiumi, e, dopo Caporetto, sorsero come demoni vendicatori della Patria a vendicare la più fulgida stirpe su cui sia mai piovuto splendore di sole. E sorgeranno ancora, in Africa e in Spagna, sulla terra e sul mare, contro il bolscevismo sanguinario e contro le mistificazioni di Ginevra, se il Duce chiami.
Nel discorso di Iglesias del 13 giugno 1923 il Duce disse che la Sardegna: è una delle prime regioni d'Italia anche perchè ha dato il maggior contributo di sangue alla guerra vittoriosa.