Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <913>
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La giovinezza e le prime esperienze politiche, ecc. 913
Minghetti aveva saputo acquistarsi, piace trovare un accenno alla linea di condotta che egli avrebbe dovuto tenere per giovare maggiormente al paese, secondo l'opinione di molti amici, e che in effetto egli tosto adottò:
Minghetti è indispensabile; cerca di vederlo e di persuaderlo a venire più presto che può. Tutti sono convinti che non deve prendere parte attiva al governo, ma le sue parole ed i suoi consigli sono aspet­tati, e solo da lui detti saranno creduti ed eseguiti, sarà l'elettricità per un paralitico. *)
Ai primi di agosto il Minghetti era nuovamente a Bologna.
LA SITUAZIONE DELL'ITALIA CENTRALE DOPO L'ARMISTIZIO Di VILLAFRANCA. La situazione dell'Italia centrale, quella in ispeeie delle Legazioni, era realmente difficilissima, si potrebbe dire, tragica: il felice svolgersi degli avvenimenti posteriori non deve trarre in inganno, allo stesso modo che la guarigione completa da una gravissima malattia non deve far dimenticare l'entità del pericolo corso.
Cooperare al pieno eseguimento dei preliminari di Villafranca, scriveva Nicomede Bianchi, per il Piemonte importava abdicare l'ege­monia gloriosa sulle cose italiane, ripiantare nella penisola il predominio dell'Austria prepararsi colle proprie mani un'avvenire di vergogne e di discordie civili... Nella Lombardia stava accampato un esercito francese. La politica del conte "Walewscki aveva trionfato e il principe della Tour d'Auvergne, che ne era zelante sostenitore, vegliava ed insisteva per l'esecuzione dei preliminari e per il pronto negoziato della pace. La Russia e la Prussia consigliavano con calore il Re di Sardegna a rimettere sui loro troni i principi spodestati. L'Inghilterra era bensì benevola, ma l'esperienza aveva insegnato qual conto si dovesse fare sul suo appoggio, quando abbisognassero armi e non protestazioni.
S'aveva ragione di dubitare che Napoleone... si adoperasse colle sue dimostrazioni di buon volere verso l'Austria a rendersela alleata, li principio del non intervento armato non era assicurato... Le armi del duca Francesco V rumoreggiavano in sul confine del Modenese. Le corti di Roma e di NapoU si apparecchiavano ad aiutare la reazione
1) Cfr. JVf. A. CASCBUI, Carteggio politico, Torino, Roux, 1890, voi. I, p. 200.