Rassegna storica del Risorgimento
MINGHETTI MARCO
anno
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1938
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pagina
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919
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ha giovinezza e le prime esperienze politiche, ecc. 919
raccomandate a Re Vittorio e agli altri sovrani d'Europa le sorti non solo delle Romagne, ma dell'Italia tutta e quelle segnatamente delle altre provincie ancora soggette al dominio pontificio, dove i recenti moti erano stati sanguinosamente repressi.15 Su proposta del Minghetti fu infine approvato alla unanimità un ringraziamento solenne al Re ed all'Imperatore Napoleone IH ed alle loro valorose armate, ed un ricordo di affetto ai bravi volontari delle Romagne tornati alle armi.2*
L'11 settembre, informando il Castelli, il Minghetti poteva esprimersi con legittima soddisfazione così:
Un'assemblea di 120 romagnoli non è cosa facile a dirigersi, e non è facile che tutti vengano d'accordo su tutti i punti... Pure alla fine si è riusciti, e vi assicuro che la nostra assemblea non ebbe nulla da invidiare alla Toscana per la dignità e la saviezza.3)
L'Assemblea delle Romagne ebbe a riunirsi una seconda volta il 6 e 7 novembre per prendere altre deliberazioni di somma importanza : l'accettazione delle dimissioni del Ci-priani ad istanza dello stesso Minghetti, e il conferimento dei poteri di governatore al Farim", la proclamazione dello Statuto sardo e la nomina del Principe di Garignano a reggente.
L'indirizzo che il 24 settembre fu recato a Monza a Vittorio
Emanuele dalla Deputazione romagnola, suonava così:
Sire,
I popoli delle Romagne, rivendicato il loro diritto, proclamano
per voto unanime dell'Assemblea legalmente costituita, l'annessione
loro al Governo di Sardegna. I pregi che l'Italia tutta ama ed ammira
in V. M., la Sua lealtà in pace, il Suo valore in guerra, conquistarono
tutti gli animi e fu la più nobile delle conquiste quella dell'influenza
2) Cfr. G. MAIOLI, M. Minghetti già oit., p. 148. Nell'indirizzo redatto esso pure, almeno in gran par te, dal Minghetti, ... t*i dimostrava elle negli ultimi quarantacinque anni di Governo pontificio erano state coni innate le deplorabili alternative di sollevazioni, di reazioni, di nuove ribellioni, d'interventi stranieri, di assassinamenti politici, di raol-vage opere di fratellanze segrete e di pessimo reggimento clericale. Unico rimedio a tanti mali era l'annessione della Romugna al Piemonte; ogni altro espediente avrebbe lasciato vivaceli germe fecondatore di nuove rivoluzioni. (Monitore di Bologna. 1859, u. 97: supplemento, numeri 99 e 100, cit. in N. BIANCHI, op. cit., voi. Vili, p, 174).
2) Cfr. E. ABBIB, op. cit., p. 476.
3) Cfr. M. CASTELLI, Carteggio politico, cit., voi. I, p. 213,