Rassegna storica del Risorgimento
MINGHETTI MARCO
anno
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1938
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922
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922
Achille Norsa
Occorreva inoltre procurarsi l'opera di un energico ed. esperto organizzatore: si pensò al generale Manfredo Fanti, carpi-giano, già cospiratore ed esule, e salito poi meritamente ai più alti gradi nell'esercito sardo: non senza esitare il Fanti accettò il difficile incarico, e la delicata missione di persuadercelo, fu affidata al Minghetti, sicché il Fanti ebbe il supremo comando delle forze della Lega; in breve tempo l'effettivo ne fu portato da 25 a 50 mila uomini; Bologna, come punto strategico, venne fortemente munita.
Ma per tutto ciò le disponibilità finanziarie del momento non bastavano, e col mezzo del Minghetti fu chiesta e, dopo molte difficoltà, ottenuta la garanzia del Governo sardo a un prestito di venti milioni, contratto solidalmente dai quattro stati della Lega, ed egli dovette impiegare tutto il suo zelo per impedire che Modena e Toscana si facessero assegnare la parte del leone e nulla rimanesse per le Romagne le quali invece ebbero anch'esse la loro quota.
Né mancarono momenti burrascosi per l'alto comando: una prima volta il Fanti aveva presentato le proprie dimissioni per un dissidio col Cipriani, alla fine di ottobre; il Minghetti, che era partito per Torino, ritornò indietro di furia e convinse il Fanti a desistere, mentre il Cipriani si dimise. Poco appresso Garibaldi, che teneva il comando in seconda, minacciava di troncare gli indugi e di invadere le Marche; ciò avrebbe potuto determinare gravi complicazioni e mettere in serio pericolo le sorti dell' Italia eentrale, e anche qui il tatto e la prudenza del Minghetti concorrevano a scongiurare il pericolo, e poco dopo, in seguito al personale intervento di Re Vittorio, Garibaldi si dimetteva.
H piano politico che doveva preparare le annessioni, nonostante il continuo sorgere di nuovi ostacoli, veniva mandato ad effetto: le linee fondamentali ne erano state concretate in un segreto convegno tenutosi il 28 settembre a Scannello, sull'Appennino bolognese, fra i capi dei Governi provvisori, 0 Ricasoli, il Farini, il Cipriani e per Bologna anche