Rassegna storica del Risorgimento
MINGHETTI MARCO
anno
<
1938
>
pagina
<
924
>
924
Achille Norsa
sortì delle Romagne apparivano a taluno più incerte per le ragioni che ora si diranno. Ma nell'Emilia e nella Romagna prevalse l'opposta opinione: quivi fu promulgata la legislazione sarda con gli opportuni adattamenti, e il Minghetti, nominato presidente della Commissione incaricata del non facile compito, ne fu assorbito fino ai primi di febbraio del 1860. a Quanto alla fusione politica, a Firenze e a Torino si temeva che l'unire le sorti delle Legazioni, ribelli alla Santa Sede, il cui restante dominio rimaneva intatto e che godeva dell'appoggio dell'Europa, a quelle dei Ducati e della Toscana, potesse compromettere senza vantaggio il risultato sperabile per quei tre Stati. Altro timore del Ricasoli era che una troppo stretta unione dei quattro Stati costituisse un ostacolo alla realizzazione dei comuni voti per l'annessione al Piemonte e aprisse invece la via alla costituzione di quel regno separato dell'Italia centrale che sembrava stesse tanto a cuore a Napoleone IH, e pel quale ciascuna cancelleria europea sembrava tener in serbo un proprio candidato, e a nulla valsero, almeno da principio, le proteste del Minghetti, che sdegnato, scriveva al Pasolini: Fammi il piacere di ripetere a Ricasoli che i più. forti avversari del Regno dell'Italia centrale sono nelle Romagne, e che l'idea sola di conglutinarci coi Toscani, senza Piemonte, è tale da far spiritare grandi e piccoli dal Reno sino alla Cattolica.21 Lo stesso Cavour divideva da principio tali timori; poi, specie dopo un lungo colloquio col Minghetti, mutò avviso. Di ritorno da Leri, ove era stato giorni innanzi, il Minghetti così scriveva al Ricasoli il 28 ottobre da Torino :
Io non dovrei forse entrare di nuovo nell'argomento dell'unione politica, poiché so che tale non è la tua opinione; ma come fare, quando Cavour oggi è interamente di questo concetto ?... Egli mi disse: Ormai non avete altro a fare che unirvi insieme e rendervi solidali affinchè l'Europa debba prendere una risoluzione complessiva, e non sciogliere le questioni
0 Di tuie gravoso lavoro ogU discorro più volte nelle lettere al Pasolini; cosi in quella da Bologna, 4 gennaio 1860, scriveva: Ti so dire che dopo Torino non ho mai lavorato tanto.,. . Cfìr. Carteggio cft., voi. III. p. 6.
2) C. la lettera da Bologna, 19 settembre 1859, in Carteggio ctf., voi. II, p. 238.