Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1938>   pagina <927>
immagine non disponibile

FONTI E DOCUMENTI
L'ESILIO DI PIETRO COLLETTA NELLA SUA CORRISPONDENZA FAMILIARE INEDITA
(eondnuazione e fine - vedi numero precedente)
Così, con la vendita a Casa Reale e il regio sussidio, nel 1827, le con-dizioni economiche del Colletta migliorarono di gran lunga, anche per l'impiego in mutui al 7 della somma rimastagli dopo il pagamento dei debitori *) e un prelievo di 1300 ducati per sue spese a Firenze. Ma prima ben grave era stata la sua situazione, per il decoro necessario alla sua vita e per le spese della sua malattia: e ciò malgrado soccorsi da parte di Nicola. Appunto si può dire che, settimana per settimana, il carteggio ci illumina ampiamente al riguardo.
Il 15 febbraio 1825, il Nostro scrive a Nicola:
... Non dimenticale, caro Cocola, ciò che io ti scrissi, per mano, credo, del sig. Picenna: molto incomodo io ti arreco; quando inai le tue piccole forze o non più fossero bastanti o stanche, o la pachile invenduta, e '1 casino inaffittato, e il far novelli debiti o impossibile o rovinoso, mi avvisa a tempo; ed io prenderò tali espedienti da vivere come sarà possibile senza troppi sacrifizi tuoi. Quanto male, ed ingiusto male, mi si è fatto, e mi si fai,,.
E, dopo sette giorni, quel 22, egli giunge persino a rimpiangere la sua onestà, cui pur teneva tanto: 21
... Dovrai soddisfare [una cambiale] verso il 20 [di marzo]: sarà di duce. 300... Vedremo quando finirà questa tua molestia anzi rovina di mantenermi nell'esilio: e dimmi sinceramente se a' di nostri, in tanta corruttela di costumi e abuso di leggi ed incertezza di sorti, l'essersi mantenuto onesto e povero non sia stata dappocaggine: e sentimi; non si osa di lodare il vizio ai nostri figliuoli, ma il nostro stato è satira alla virtù.. Tronchiamo queste querele...
*) Con lettera, infatti, del 17 luglio 1827 egli raccomandava di impiegare i residui a quel tasso; il che corrisponde ai due mutui di 7000 ducati di cui il testamento cit. m Opere ined II, p. 284.
z) Cff. anche nella lettera del 5 dicembre 1826 al suo creditore Sava (in R. Dep. Storica Napoletana): Chi crederà povero in questo secolo corrottissimo colui che da Padrone ha maneggiato parecchie decine di milioni? e senza aver vizii, senza aver colpe? .
) Cfr. ora, in parte C. C, n. CLXXXVHI.