Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO
anno
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1938
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928
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928
Gennaro Maria Monti
Ma ecco che il 18 mazzo 1826 egli scrive contro i suoi denigratori di Napoli:
... So che in Napoli qualcuno ha detto con maraviglia che io non ancora sono lacero e scalzo; ma stia pur certo che non avrà giammai il piacere di sentirlo, avendo in me stesso quei mezzi di vita che la natura ha negato a lui; la natura non essendo fortuna. *)
Viceversa, il 6 maggio, egli invia una lettera davvero dolorosa e triste, circa la sua vita e le sue sventure economiche: il 2, da Napoli, il fratello Donato gli aveva scritto essersi sconclusa la vendi i della palude di Barra, mentre Nicola credette consolarlo colla cont.. azione della vita presente ; e il Nostro risponde, di mano della cognata, a causa della sua malattia:
Voi, cari Fratelli, riponete la somma delle mie felicità nel farmi proseguire a vivere cosi come vivo, sino a che si aprano per me le porte del Paradiso: ma questo istesso per me è la somma delle sventure. Il mio contegno non sonare, ed il vostro affetto non soffrirebbe in pace il racconto sincero del mio vivere; e vi prego a non far paragoni, e tirare illazioni da Napoli, e dal viver vostro, imperciocché in Firenze da forestiere il vivere è carissimo, e mi si vogliono di medicine più denaro che per il pranzo. Se questo stato, ed il sostenersi per le affettuose cure del mio Cocola fossero mali indispensabili, io li soffrirei come tanti altri, ma una determinazione, e dando piccol moto alle mie miserabili proprietà, basterà a farmi vivere con maggior comodo, e maggior contento. La determinazione consiste nel dimenticare Napoli; e Napoli è dimenticato: godetevi codesto Paradiso Terrestre per lunghi anni giacché per lunghi anni sarà Paradiso; io lo sentirò da lontano. H moto alle mie proprietà è il venderle entrambe, o almeno una delle due: voi lo procurerete costà, ed io da Firenze; negli ultimi casi, con un colpo di testa, venderò alla carlona. Quando non avrò a Napoli né desideri, né speranze, né proprietà; quando non sarò dunque napoletano, impiegherò la mia persona, e trarrò guadagno e salute.
... Fratelli miei, se amate me, o dirò meglio se amate la mia vita, se non volete presto sentirmi morto, penetratevi della mia posizione, acquistate i miei desideri, secondatemi, aiutatemi.
Il vivere così come vivo per me è peggio di morte: ricomincerò a vivere quando vedrò eseguiti i miei disegni.2)
E il 7 ottobre 1826:
... Se il dramma doloroso del mio patrimonio si scioglie bene, passerò men tristamente l*ulthna parte della vita: so malamente si scioglie, l'ultimo mio fiato sarà un sospiro...
Il successivo 2 gennaio 1827 accenna alle grandi spese di Livorno, ove erasi recato per attendere i mobili del casino di Capo dimonte:
... la nria dimora in quel paese, in locanda, col titolo strie re di Generale, visitato venerato da tutti, e perciò creduto gran Signore, erano condizioni da spiantare un Rotschild. Vi sono rimasto, aspettando, 20 giorni, e mi son rovinato,
1) Cfie. ora C. C, m CCVI.
3) Cfir. ora, in porte, C. C, u. CdX,