Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO
anno
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1938
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pagina
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930
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930
Gennaro Maria Monti
per tirannia dei tempi? Perchè rinfacciarmi che in Napoli non. ho quanto nemmen basti alle spese di Napoli ? Troppo il so: e già da due anni avrei supplito da me medesimo ai miei bisogni, se tu cento volte non mi avessi rassicurato e per fin rimproverato di poca fidanza al tuo amore. Perchè dirmi che a soccorrermi sei solo, solissimo? Se foste mille, ringrazierei mille: poiché sei solo, ringrazio per mille te solo; ma di che? della cara e dell'affetto, giacché voglio pagare, e lo posso colla vendita dei beni, che sono in tue mani, perfin l'inchiostro delle lettere che scrivi. Solamente le cure ho preteso e pretendo, e queste cure prima di usarne, anzi prima di sapere di doverne usare, le compensai, nel solo e massimo modo che io poteva, col foglio lasciato in tue mani al mio partir per l'esilio.
So bene che parlando ad alcuno che vien da Firenze, non sentirai che io vivo poveramente, perchè la mia povertà non è vista in piazza; ed io, che non mi studio di nasconderla, nemmeno ho gusto di palesarla. Certamente spesso son visto sopra un bel cavallo; ma questo è del mio amico Marchese Capponi, ed io lo monto quando deggio arrestare i diluvii di sangue. Certamente non ho debiti nella città; certamente non mi lamento: son visto nei più alti circoli, visitato dalle più alte persone. Ma queste apparenze che di ordinario vanno col lusso e colla ricchezza, in me derivano da buon nome, da decorosa vita, da discorsi onesti, e da qualche scritto di accademia, che mi dà qualche fama di lettere. So che questi scritti non ti piacciono, perchè voi vorreste che io fossi come Iddio non mi ha fatto; ma io sono come mi ha fatto Iddio e col viso per terra gliene ringrazio.
Finito il lamento, del quale aveva pur troppo bisogno, vengo alle cose. La cambiale di duce. 300... era per l'ordinario vivere... l'altra di 200... per le spese immense della mia gita necessario, in Livorno, e per dogane locali, e per trasporto dei mobili [ecc.].
... Non mi credere ingrato: io intendo, io so... che spesso ho dovuto imbarazzarti: ma poiché deggio farlo necessariamente, non è crudeltà il biasimarmene ? Nei miei bisogni, non di vizii, non di lusso, ma di vita, a chi ricorrere ? A te, sulla mia roba. Io pur lo aveva un mezzo di guadagno; tu non vuoi che l'usi; io, a malgrado, ti compiaccio. E dunque? Fa debiti a rompicollo come giustamente dici... E perciò voglio:
1 ... Per estinguere la cambiale di duce. 300... ricorra ad un usuraio. 2 Finito l'affare con Casa Reale, pagati li suddetti duce. 300 e gl'interessi, manderai a me... duce, mille: tutto il resto lo riterrai... per i tuoi crediti... 3** Non abbandonare E pensiero di vender la padule: unica salus. 4 Fammi sapere... per numero finale la quantità del mio debito verso di te... eh' è grandissimo.
5 E vo' sapere quanto rimane di netto sulla vendita della padule, e quanto sulle terre di Capodimonte...
6 ... Secondate meccanicamente le mie intenzióni... Non fate... prevalere la propria opinione... Senza questa ostinatezza, la vendita con Casa Reale sarebbe terminata da tre mesi; io non avrei avuto il dolore fortissimo leggendo il tuo foglio del 23; tu risparruicresti l'afflizione, che questo mio foglio ti arrecherà. Io la prevedo e frattanto scrrvo e spedisco il foglio; non al certo per risentimento (oh Dio! risentimento e vendetta sopra Cocolal Vorrei morir prima); ma per intenderci e nello avvenire risparmiarci; a vicenda altri dolori* *)
Gfr. ora C. C, n. CCXLlt.