Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO
anno
<
1938
>
pagina
<
931
>
Vesilio di Pietro Colletta nella sua corrispondenza, ecc. 931
Per fortuna il Colletta, proprio agli estremi, riceve ristrumento della vendita con Casa Reale, e subito il 28 aprile ringrazia i fratelli e parla dei suoi bisogni urgenti:
Principalmente, che posso dirvi, fratelli miei cari, per quanto avete fatto e faticato? Mi avete sollevato dall'estremo delle inquietudini, e quasi quasi dalla disperazione: ho speranza di vivere tranquillamente quell'altro poco che mi rimane; benefici sì grandi mi vengono da voi. Iddio ve ne rimuneri.
... Tutte le mie possibilità sono esauste; quel poco argento e le altre poche cose dì valore vendute, o messe in pegno... l)
Finalmente, così, il Nostro potette vivere con più larghezza: e il 5 giugno 1827 informa i carissimi fratelli degli accomodi fatti alla villa di Montughi del Capponi:2)
... Ho voluto accomodare agli usi miei ed ai miei bisogni una casuccia di campagna, che sarà mio carcere nella vita e sepolcro in morte. Devo a questi comodi, a quest'aria, a questa tranquillità la quasi perfetta salute, della quale godo da un mese... ')
E il 26 giugno, con un'effusione di gioia, che è forse la prima e Punica di tutto il Carteggio, egli esclama:
... Avendo speso per sei anni avarissimamente, or queste spese larghe mi danno, per il disuso, una tormentosa emozione. Ma ho preso il mio partito: voglio vivere comodamente quanto è possibile. Dopo vita travagliatissima per fatiche, e per infortuni, quest'orlo che ne rimane, più o meno lungo, sia riposato. La Signora Vinci ti dirà che ha conosciuto nella mia campagna qualche immagine del mio Gapodimonte; ma immagine così come il naso di un. Cinese la è del naso di un Pulcinella. La vedrai tu pure? spero un tempo, questa povera campagna; e quel tempo sarà il più felice della mia vita. Il solo desiderio (fra tutti i desideri di un cuore umano) che mi è rimasto e tuttodì mi punge, è il veder tutti, e fra tutti.... Coccia...
... Addio, fratelli e sorelle mie Care. Per quel che so del vostro vivere modesto ed ordinato, non vi credo infelici; né io più lo sono... *)
E il 3 luglio riconferma ancora:
... Deggio dirvi che abito comodamente, sto contento, ho dato calma al corpo e alla mente. Iddio ptowederà per quel che manca al mio mantenimento...
* *
Il Colletta, quindi, esprime la sua gioia dopo tanti travagli: ma questa sua gioia non avrebbe dovuto essere contristata dalla lontananza dalla Patria, cioè dal forzato esilio?
1) Cfr. ora C. C, n. CCLIV.
2) Su cui cfr. lettera al Poerio del 26 ottobre 1827. in CROCE, XXXV, pp. 538-9. a) Cfr. ora C. C., n. CCLXI.
4) Cfr. ora, in parte, C. Ci, n. CCLXIYv