Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1938>   pagina <936>
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936 Gennaro Maria Monti
U sigli. Vinci polca fartene la descrizione, È od uh migliti dulia citta, ne discendo a piede alle 6 della inanimi, e vi ritorno a piede olle sci del dopo pranzi. Desino in atta perle lezioni di Federico, e perchè il viver tutti in campagna sarebbe dispendioso. Né poi voglio distaccarmi dalle mie occupazioni letterarie e. dai miei amici.l)
Degli esuli da Napoli, graziati dopo l'agosto 1825, egli ricorda il Branda (cui già accennammo), FArcovito e il Borrelli, a proposito del quale egli scrive di non averlo visto da molto tempo, altra conferma della inimicizia fra lui e il Colletta, di cui già discorse il Mazziotti : 2) tutto ciò nel seguente brano di quel 17 settembre:
j* Borrelli parte dimani per Napoli, il Gen. Arco-vita è già partito, il Cav. Branda partirà tra dna settimane. Questo ultimo ti può. dar di me le pia particolari notizie; Arcovìto qualcuna perchè.ci siamo veduti prima delUvsna partenza; ma nessuna potrà dartene Borrelli perchè non l'ho visto da molto mesi. E quindi ti prego, caro Cocola, a non richiedergli di me... *)
Ma soprattutto, genericamente, accenna agli esuli napoletani in Toscana, come ad amici da soccorrere finanziariamente: così il 16 mag­gio 1826, a proposito di una sua cambiale di 80 ducati da lui avallata a favore di un esule, al rimprovero di Nicola suo fratello risponde:
Tu. dici benissimo a non doversi mescolare negli interessi altrui; ma tu' non sci in un pìccolissimo mucchio d'infelicissimi che muoiono di fame, e non osano, qtntsi, dimandar soccorsi; ma se gli si nega per fin l'aiuto del nome e dei rapporti. senz* al­cun nostro danno o pericolo, quella prudenza diventa crudeltà, della quale non sou, capace. U Governo di Napoli non sa quanto male sta facendo:, ne ìftul sapete: lo sappiamo noi che il soffriamo in proprio e:ito; vediamo nei vicini...."
E il successivo 27 maggio, allo stesso proposito:
È tristissima, credete* la mia posizione rispetto agli altri napoletani: li so infelici; non mi credono infelice, uè tk Vo predicando la mia infelicità. Fra le ragioni dell'andata in campagna, questa è pur una.3)
Viceversa, il 17 luglio 1827, il Nostro ha delle parole di grande asprezza e poca carità verso quegli infelici:
... Sto esposto troppo frequentemente agli assalti di miserabili Napolitani che come larve affamate passano di Firenze, al pio. spesso colle famiglie, per andare ini cerea di pane fai Egitto, Algicri, Tunisi, o altri simili a questi deliziosi luoghi... 6)
Cfr. ora C. C* in. CXCIV. 2) Primi anni, p. 11 cstr. > Cfr. ora C. C, n. CXCIX. ) Cfr. ora G. C, n. CCXl. *) Cfr. ora C. C, n. CCXfll, Cfr, ora C. C, n. CCLXVI.