Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO
anno
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1938
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pagina
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937
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L'esilio di Pietro Colletta nella sua corrispondenza, ecc, 937
Invece, di Giuseppe Poerio, egli si interessa con molto affetto: scrive così a Nicola il 26 novembre 1827:
... Feci sapere al Boron Poerio i tuoi primi offici; gli farò nòti i più recenti; ti ringraziava; ti ringrazierà: ed in te, più che in ogni altro, confida per la riuscita di quel suo affare: sarebbe per lui gran male se fosse prolungato oltre la fine del corrente... *)
IV. IN TOSCANA DAL DICEMBRE 1827 ALL'ULTIMO TESTAMENTO
L'argomento della pratica di Giuseppe Poerio 2) occupa buona parte del Carteggio del Colletta dalla fine del 1827 agli inizi del 1828: si trattava di un mutuo di 1000 ducati richiesti dal primo, dando ipo-. teca sulla sua casa di Napoli e, in un secondo tempo, della vendita della casa stessa. Negandosi il cognato del Poerio al prestito, il Nostro si offre lui quale fidejussore, con un nobilissimo gesto: ecco, infatti, ciò che egli ne scrive a Nicola 1' 11 dicembre 1827, ove si noti l'accenno ad una menomata amicizia, il che, se rende più alto il sacrificio finanziario del Colletta, dimostra non del tutto infondata, se pur sempre esagerata, l'accusa del Borrelli che gli esuli napoletani a Firenze quasi tutti si restrinsero d'intorno a lui: e per quanto a lui si avvicinarono, altrettanto discostaronsi dall'inviso Colletta:3)
... Or parliamo dell'affare di Poerio. Io non dubitava delle difficoltà che incontreresti, e delle verità de' tuoi pronostici. Ma il fatto è che egli ha bisogno assoluto di queir imprestato per far partire la famiglia, perocché alla partenza di lei sono legati gravissimi interessi. Son certo che tu avrai detto a D. Michelangelo che si vorrebbe la garéntia del suo nome, e non dubito che egli vi trovi difficoltà: non vi ha rischio, per lai sopra tutti, che conosce ed amministra il patrimonio del suo cognato: non si può supporre ch'ei neghi al suo parente, al suo amico, ecc., un servigio sì lieve. Ma viviamo, Cocola mio, nel 1827; tutto è possibile in questo secolo; eroismi, sceUeragini. Se dunque D. Michelangelo non volesse, vorrò io; e non sarà primo l'esempio. Offrirai per garéntia la iscrizione sopra uno de' due ultimi impieghi con Rebora e... (sic). Vorrei lasciar libera la padule per non metter nuovi ostacoli a venderla; ma se ogni altra-ipoteca fosse rifiutata, io ti autorizzo ad offrire ancor quella. Questo imprestito de* mille ducati, per se non grave, sarà io credo principio di una riforma gravissima e necessaria nel viver domestico del Poerio. Egli va colla sua famiglia alla rovina; vi sta all'orlo; vi sta dentro: ma un braccio che il tiri sopra, ed un suo proponimento ohe regga, bastano a salvarli. Per quanto sieno infelici le mie circostanze, e alquanto raffreddato l'affetto, io gli deggio
iiCfr. ora C. C, n. CCLXXX.IIL
2) Su di lui basterà citare CUOCE, Una Famiglia cit., studio I.
8) In MAZZIOTTI, Primi anni, p. 11.