Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO
anno
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1938
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pagina
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940
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940 Gennaro Maria Monti
E addirittura sdegnosa e aspra è l'invettiva contro Napoli che egli rivolge air altro fratello Gaetano in occasione del Capodanno del 1829, quel 12 gennaio:
Saluta ed abbraccia da mia parte i figli tuoi; ma disingannali della speranza di vedermi. Quando anche le ingiustizie politiche per me cessassero, non verrei in Napoli; avendo stabilito dì consumare quest'orlo di vita e lasciar le ossa il più- lontano che mi sia possibile da cotesta ebe per molti anni ho chiamata ed amata (ne ho pentimento) come mia patria.])
E anche più aspro è verso il medesimo Gaetano, che aveva espresso giudizio sul suo esilio: prosegue egli, infatti, nella medesima lettera:
E tu, Gaetano mio, tu stesso mi bai dato un dolore. Ho ietto un tuo componimento, nel quale per necessaria induzione sta scritto che le mie sventure son meritate. Come la mano non agghiacciò allo scrivere quelle bestemmie? E ti erano veramente dettate dal cuore ? E quali applausi potevi sperare dal pubblico, se questo sapeva, come sa, quanto ti ho amato ed accompagnato nella tua carriera? Ma... (sic), qui prevedo le risposte, alle quali replico ricordandoti che non fu mai creduto e punito come delitto il silenzio. EU silenzio conviene a' miei fratelli, se di me sono amorosi, e buoni cittadini, buoni sudditi, rassegnati, come io lo sono, alle mie sventuro. Ma se le applaudi, dirai cosa bassa e non creduta.
Ciò basti. Dopo questo sfogo io rimango contentato....
Certo, in quel caso, il Nostro aveva ragione; ma è pur vero come egli fosse oppresso da greve malinconia, anche per i medicamenti oppiacei necessari a lenire la sua malattia. E questo proprio egli confessa ai fratelli il 25 aprile 1829, dolendosi di non avere avute loro lettere e preoccupandosi per quel silenzio:
... Fate che non mi manchino le vostre lettere: sono tempi e circostanze difficili e apportatrici a* vicini ed a' lontani di pericoli continui e di timori. Onesta, vecchiezza, mala salute, vita romitica; tutte le vostre pacifiche qualità non bastano a rassicurare il mio spirito. Cotesto cose, e gli anni, e le venture, e forse l'oppio continuo mi danno una melanconia massiccia ed instancabile: lo stare in camera solo, e taciturno è quello che più desidero, e l'ottengo...2)
Malinconia e pessimismo, che il Colletta rivela anche in altra
lettera a Nicola dell'11 luglio 1829:
Quel che tu mi dici della ingratitudine degli uomini, e delle chiacchiere senza effetto, b vecchia dottrina per me, che avendo più volte percorso il giro della buona e della mala fortuna, ho conosciuto e patito ripetutamente i duo vizi più potenti della società, ingratitudine e adulazione. Aggiungile rivoluzioni, le porti, le passioni, e secolo corrottissimo... (ffc), non ti farà maraviglia l'attuale abbiezionc della umana specie.3)
1) Cfr. ora C. C, a. CCCLXlIf. ) Cfr. ora C. C, n. fcCCfcXXXJ. S) Cfr. ora C. C. n. GCX3LXXXV.