Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO
anno
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1938
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pagina
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943
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Vesilio di Pietro Colletta nella sua corrispondenza, ecc. 943
amar figliuolo: ho fatto, fo, e farò per lui quanto conviene alla giustizia ed agli affetti; in vita mia ed in morte dovrà benedirmi: quando m'incontrerò in cielo, con sua madre potrò gloriarmi delle promesse più che mantenute. Ma infelicitare gli ultimi anni miei per nuovo tentativo, quanto i primi, infruttuoso, e più de* primi pericoloso, sarebbe oprare non da padre, da sciocco. Eccoti palesato il mio cuore: se ben comprendi la mia posizione, non sono stato fortunato negli sforzi che ho fatto di una costante virtù. Tieni secreto questo foglio...])
Ha, per fortuna, più confortanti notizie egli dà due anni dopo, il 7 luglio 1829 e in quel 21 luglio, nella quale seconda lettera scrive ai fratelli:
Dell'affare di Federico nulla posso dirti, fuorché i principii sono di favorevole apparenza: ma qui le facende, per molta misura, camminano con lentezza; così che dovrò credermi fortunato se ne saprò l'esito tra 20 giorni. Voglia Iddio che sia buono. Quando mai così fosse, darei nuova scossa alla mia povertà per equipaggio e mantenimento di lui, lontano da me: ma frattanto lo desidero perchè gli ozii suoi mi premono e addolorano più de* visceri e degli emoroidi.2)
In seguito, però, nulla si fece di concreto e lo Zelada restò con il patrigno, anche, certamente, per la nuova gravità della sua malattia.
* * *
E allora qual'era l'unico conforto del Colletta in quel tempo? Egli ci dice fosse lo studio e gli amici letterati di Firenze, ma noi possiamo specificare che fosse soprattutto la sua opera storica, che egli cominciò a scrivere nel 1826.
Il Nostro, infatti, scrive ai fratelli il 22 dicembre 1828:
Non vi annoiate o affaticate delle mie domande; ma credete di giovare alla mia salute ed alla mia tranquillità, dando alimenti a' miei studi... se posso vivere romiticaraente, ne ho debito agli studi ed a Voi...3)
E conferma, il 12 gennaio 1829, al fratello Gaetano per i miei studi non temo la noja e, il 21 luglio, domandando ai fratelli che farei senza si udii ? .
Ed ecco una serie di richieste che si riferiscono tutte a libri o a notizie storiche da inviargli da Napoli e che occorrevano se pur egli Io tace per la sua Storta.
ì) Gfr. ora C. C, n. CCXCIV, sotto la data del 27 dicembre. 2) Cfr. ora C. C, u. CCCLXXXVIII. 5) Cfr. ora G. C, n. CCCLVII.