Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1938>   pagina <944>
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944 Gennaro Maria Monti
Sappiamo così che egli domandò successivamente: la Legislazione della Colonia di S. Leucio; notizie del processo di Isabella Melloni e di P. Rocco, sulla spedizione del Cardinale Ruffo, sulla carestìa del 1764, sulla espulsione dei Gesuiti, sul terremoto calabrese del 1783, sulla Cassa Sacra, sulla Guerra del 1738 (22 dicembre 1828) e sulle vicende del Regno di Napoli dopo il 1759 (2 febbraio 1829); gli almanacchi del 1813 e 1815 (2 maggio 1829).
Ma soprattutto egli si interessa a S. Leucio; e il 21 aprile 1829 ne chiede, a lungo, a Nicola (e dalle sue risposte certo derivarono le pagine entusiaste che il Colletta vi dedicò nella Storia): *)
... E tu. Co co la mio, dimmi quanti sono i cittadini di S. Leucio: aiutatemi a conoscere, e palesare alle occasioni, gli onori del nostro paese, e le glorie della Gasa Regnante. Pur troppo i Napoletani sono accusali e calunniati: dove han fatto bene, quando han superato in civiltà ed in senno gli altri popoli della Italia, si dica, si mani­festi; non si abbiano della nostra passata istoria solamente i dolori. Cosi vorrei sapere (dimandane al Cav.e) chi scrisse le belle istruzioni date a S. Leucio da S. M. Ferdi­nando XV: i pensieri furono del Re; ma chi gli pose in carta? di chi furono i versi delle preghiere per la mattina, per la sera ? 2)
Quanto, poi, agli amici toscani, solo una lettera del Colletta del 25 marzo 1828 a Nicola vi accenna, discorrendo del Capponi, del Gior­dani, del Niccolini e del Frullani, tutti da lui conosciuti nel suo viaggio del 1827, i quali lo salutano: al che il Nostro esorta il fratello a serbare per essi memoria ed affetto, poi che le sole relazioni con sì brava gente erano onorifiche .
Ecco (ruegli incisivi, se pur affettuosi, giudizi:
Il Capponi sta meglio... è tornato ai lavori letterari, e con successo e lode... II Niccolini ha fatto una nuova tragedia... bellissima: il teatro italiano sarà arricchito dal Niccolini. Giordani nulla fa, nulla farà, ormai è strumento spezzato. Frullani dice di aver mandato in Modena, ali*Accademia de' 40, de* quali è socio, un'opera matematica da stampare: ma nessuno l'ha vista, nessuno gli crede: quanto bello ingegno in lui sta pigro! Cotesti quattro e alcun altro stan, come sai, sempre meco; ed io fra tanto senno arrossisco, perche sono ignorante. Dite le mie vergogne a' giovani Colletta e Michel etti, acciò studino ora che b tempo: io da giovane non ne aveva il tempo per il mio mcBlicr militare e gli studi della vecchiaia non profittano. Ma temo ch'essi sciupano il tempo nel poco, o nel nulla.3)
Ma, accanto agli amici, i nemici: od ecco che nella lettera del 2 feb­braio 1830, a proposito della falsa voce corsa a Napoli che a Firenze
1) Ed. cit. MAÌWHONI. I, pp. 1S6-8,
2) Cfr. ora C. C a, JGSQSX3L *) Cfr. ora C. C, n, CGCXV.