Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1938>   pagina <946>
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Gennaro Maria Monti
gran freddo ( che clima orribile ed inevitabile! ); il 14, ci riparla della sua debolezza (che è più di morbo: mangiando come mangio, ella si accresce; e se accresco il cibo,non posso digerirlo); il 5 ottobre,accenna a qualche piccolo miglioramento, per la sua cura severissima ; il 12, a mediocre salate; il 26, sfiduciato, scrive ai fratelli:
Mi ristabilii; ricaddi; oggi sono dinuovo con la diarrea. Se voi vorreste per* metterlo, io volentieri abbandonerei nella nostra corrispondenza l'articolo della mia salute: anzi vi prego ad accordarci per il silenzio; accertandovi che le cose gravi o allegre le farò scrivere da Ma Michele o da Federico o da me stesso. Ma non valga per Voi la stessa cosa; voi potete e solete dirmi cose consolanti; io non posso che rattristarvi...
il 23 novembre 1830, alle insistenze dei fratelli per aver raggua­gli sulla sua malattia, risponde:
Parliamo di salate, poiché lo volete. Negli scorsi giorni, dopo le nuove inquietu­dini ed agitazioni, sono stato assai peggio... da tre giorni ho migliorato; ed ieri uscii, perchè il tempo era bello, in carrozza, unico modo per me di far moto; e per ciò raro e caro. Dici bene, Cocola mio; il mio maggior male è il crescente languore, ossia la crescente consumazione: né cresce abbastanza, perciocché non potendo né arrestarla, ne deviarla, bramerei che giungesse presto. Ma è cammino che sta in mano a Dio. *)
Viceversa, il 14 dicembre, scrive che la salute pessima ne* giorni scorsi era allora mediocre; il 18 gennaio 1831, che la vita fìsica gli è di peso e tormento ; il 22 febbraio, che dall'inizio dell'inverno era uscito di casa cinque sole volte in carrozza; 1'8 marzo, parla di pro­babili operazioni e informa io, quasi ogni giorno, sono preso di tor­menti nuovi... di là... la debolezza della persona, la sonnolenza, l'im­pedito respiro, l'enfiore continuo e crescente a' piedi e alle gambe ; il 29 marzo, a proposito dell'ordine di espatrio (di cui vedremo) scrive che, essendo già molto ammalato , era divenuto fra le agitazioni degli scorsi giorni ammalatissimo ; il 5 aprile, esclama: io sono come un moribondo, al quale rimangono alcune settimane, o pochi mesi di vita; invece, il 14 giugno, riferisce: le forze sono maggiori... godo a passeg­giare quasi un'ora al giorno, ma in casa, però che fuori non potrei a piedi, e la carrozza è cara. Ma seguono presto altre alternative: il 25 giugno, dichiara sto in letto come cadavere; il 5 luglio, annunzia una lieve miglioria e, il 9 agosto, una nuova cura, esclamando sono miei desideri! guarite e se no morirei vita come l'ho strascinata per molti anni è peggior di morte ; ma ecco il 15 agosto nuovo peggioramento:
... La mia salate precipita... Della salato non dovremo pia parlare nella nostra corrispondenza, ed aspettare tranquillamente il mquiinn: so me ne date la permissione,
0 Cfr. ora C. C, n. CDLXXXI1.