Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO
anno
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1938
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pagina
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949
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Vesilio di Pietro Collètta nella sua corrispondenza, ecc. 949
mezzo di un amico, a Nicola una sua proposta riservata per sistemare le sue proprietà. Ivi, però, se accenna al suo testamento e assicura che di fronte a quello del 1821 v'eran divergenze solo circa i legati, tace che, mentre nel primo era stato nominato erede il fratello Nicola, in quello del 1830, viceversa, questi era soltanto usufruttario ed era stato nominato erede Cesare, figlio di Donato. Data la sua importanza, pubblichiamo quasi per intero questa lettera:
La mia vita è in contìnuo pericolo perchè la infiammazione a' visceri è minacciata ogni giorno: sarà quel che Dio vorrà. Inoltre sentirai dal portatore di questo foglio qualche particolare che sarebbe lungo a scrivere: e intenderai che importa a te ed a me farmi vivere quietamente questi giorni che restano di vita, o chiuder gli occhi senza dolori per gli oggetti cari che mi sopravvivono.
Ho fatto il mio testamento, simile a quello del 1821; ma variando ne' legati perchè nulla o poco rimane del mio patrimonio. H mio credito sopra Reboia pagherà Sava: l'altro sopra Sorrentino, e qualche risparmio su l'entrata, e quel che rimarrà di entrata nell'anno che morrò, basteranno, credo, a pagare i duce. 3620 che debbo a te. Resta libera la padule; e di questa ho disposto a benefizio tuo, ma con qualche peso vitalizio; a prò' di quest'infelici miei parenti che tollerano da 10 anni le mie miserie ed i miei tormenti. Convien dunque agl'interessi tuoi, a' miei, e di Michelina e di Federigo che della padule si tragga il maggior frutto e con sicurezza.
La finanza Napolitana è agli estremi; e in governo Ubero, cioè padron di fare. tutto quello che vuole, vedrai (fallisca l'augurio) che stenderà la mano alle confische, e che basterà a confiscare una ragione, un pretesto, un'assenza. Salviamo da questo pericolo la nostra padule.
Primo de' mezzi sarebbe il venderla... anche al 4 per 100... se ne trarrebbero duce. 14300,
Vorrei che prendessi tu questa somma, e che me ne pagassi il frutto del 5 Per 100. Sparirebbe il mio nome da' ruoli catastali di Napoli; niente vi possederei; non temerei di niente... Tu... in piazza... troveresti frutti certamente maggiori del 5 ... e perciò in questa idea s'incontrano il vantaggio mio, il tuo, e la sicurezza comune...
Se poi, caro Cocola, vorresti conservare quel podere, bisognerebbe... inscrivere, come ad ipoteca, un tuo credito di due. 12 mila, incirca... simulato... Ma questo espediente non mi piacerebbe, perchè lascerebbe sempre un appicco alla soperchieria, né migliorerebbe il frutto...
Tu pensa maturamente alle cose che... ho scritte: né strascinare alla lunga gli espedienti; avvegnaché il tempo spinge... Le cose che ti dirà l'esibitore, avranno effetto (se sarò vìvente) nel prossimo anno: uè voglio, né posso più dilungare un mezzo solo che rimane alla mia povertà, ed alla speranza di dare un pane, finché avrò gli occhi aperti, alla mia famiglia. Consultane con Donato, perchè ancor egli vi ha interesse, giacché la padule, dopo la tua morte, senza figli legittimi, andrebbe a Cesare
21 luglio 1830.
Pensando BCmprcptu alle due idee mi riconfermo nella prima. La seconda potrebbe credersi finta... Pensa, Cocola mio, che stanno affidati alla padule il mio vivere presente per quanto Iddio me ne concederà; un tuo benefizio, dopo la mia morte; ed un benefizio o de' tuoi eredi o di Cesate, e finalmente il vivere (loro vita durante)