Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO
anno
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1938
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pagina
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950
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950
Gennaro Maria Monti
di Michelina e Federico: so che per te e per Cesare sarà una bagattella dispregevole; ma per noi è un patrimonio è un tatto, è un modo unico di vivere... Aspetto di sentire le tue intenzioni.*
... Offri la padule... al Sigr. Viglia... Cominciate a dimandarne il 3 Y2; slargate sino al 4>...
... C'intenderemo perla posta. Ogni cosa potremo dirci; avvegnaché non avremo il bisogno di ripetere il motivo segreto della vendita, e diremo, o non diremo, altra cosa pur vera, cioè che vendo per soccorrere la mia povertà...1)
La proposta, però, non fa accolta da Nicola per gli ostacoli che si avevano nella vendita della palude alla Barra; né da Donato, che consigliò il Nostro a fare vita più 'moderata nelle spese. Ma ecco allora che, il 10 agosto, il Colletta, da un lato, controbatte che gli ostacoli possono superarsi, e lo devono, e, dall'altro, risponde aspramente a Donato in una pagina, che è nna delle più significative di questo Carteggio:
Fratelli carissimi
Entro subito in materia. Gli ostacoli alla vendita della padule sono tre, cioè: 1 Provenienza da una Commenda di Malta. Ma questo scrupolo è superato dal Congresso di Vienna nella parte politica, e dal Concordato del 1818 per le coscienze... 2 Inscrizione della Casa Reale ecc. Ma con una istanza dimandate la radiazione di quella dispotica inscrizione...
3 Mancanza di altra ipoteca. Parrebbe che un fondo limpido... non avesse bisogno d'ipoteca; ma... non potreste fornirmi d'ipoteca alcun di voi..,poiché restarebbe il denaro in vostre mani [?]... Io sono quasi sfrontato nel dimandarvi aiuti, ma perchè mi affido al vostro affetto, e tratto un tale affare nel quale avete interesse uguale al mio...
Dopo ciò, rimane, fratelli miei cari, che Voi trattiate la vendita con tutti i mezzi.... ... Non posso lasciare, caro Donato, senza risposta un tuo consiglio mascherato di sangue freddo in certa intrapresa. Sai tu quel consiglio, in quali altri consigli si trasforma? Tel dirò. Tu mi consigli a vivere più poveramente: a stentar la vita, e a vederla stentata nella famiglia: ad accrescere le privazioni e quindi le sofferenze di questa eterna malattia; a trasandare, come un'altra volta è avvenuto, la cura e le medicine per non poterle pagare: ed in somma, per non dirne più, a strascinar miseramente questo resto di vita, e ad avvicinare il momento per terminarla. Non sono consigli fraterni: quando li davi, non sapevi quali fossero e quanto valessero.
E da tanti danni e sofferenze qual mercede avrei, o qual vorrei? Nessuna. I destini miei sono fissati perchè stanno nella volontà di chi può, e soprattutto nella mia propria: siamo Giorgio e il vescovo; io non più rivedrò Napoli. Né tu, fratello carissimo, puoi dar consiglio sopra questa materia, perchè stai lontano assai dalla mia posizione: se tollerassi per una sola causa, e causa ingiustissimo, la povertà, la malattia, le mille ingiurie, non avresti quel sangue freddo che a me consigli; ed ancora tu rinunzieresti ad un paese sciagurato e maligno. E poi ciascuno ohe non viva per il ventre e por la crapula, si dà uno scopo alle azioni: tu hai mirato alla'prosperità ed
M Or. ora C. C, n. CDLXU.