Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1938>   pagina <954>
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Gennaro Maria Monti
troncarla prima del tempo destinato da Dio: e dovendo per forza strascinarla mi convien fare come da lungo tempo vi ho detto. E perciò ai avvicinano il termine dell'ami to della villa, ed il rimedio.
Trarrò, spero, dalle mio fatiche, una qualche somma (la sto trattando) che vorrei piuttosto impiegare che andar distruggendo anno per anno, ed impiegarla in Napoli, non in Toscana...1)
E, ancora una volta, il 3 maggio, egli implora:
... la vendita della pedule allontanerebbe l'ultima rovina, che pur m'attende, se la natura non avrà prima troncato questo misero avanzo di vita...2)
E il 7 settembre (nella prima lettera nel 1831 scritta di mano della cognata) scrive al suo Cocola a proposito dei prestiti da lui avuti:
.. Fammi sapere... quel che mi rimane in questo anno infernalissimo, nel quale sto mangiando le piccole entrate dell'anno venturo, e nell'anno venturo, se la morte non vi avrà riparato, non saprò come vivere... Per pietà non rispondere in termini Generici, e generosi; perchè di generici non so che fare; e de' generosi ho già usato, ed abusato ne' passati tempi...3)
Il 13, insiste ancora esclamando: Iddio benedica la vendita della padule, solo riparo alle rovine ; e il 1 novembre fa scrivere dal Capponi a Nicola:
... Il suo patrimonio consiste attualmente della padule, del cambio Sorrentini in ducati 3000 e del cambio Ora riscosso in due. [ati] 4000, e forse a quest'ora voltato in iscrizioni. Quest'ultima somma deve servire a garantire il debito con Sava. L'altra dovuta da Sorrentini poco men che cuopre il debito che egli tiene con lei medesimo. La padule egli insiste sempre che sia venduta al più presto...4)
Malgrado, però, tante insistenze, la palude che il Colletta possedeva alla Barra (che aveva acquistata nel maggio 1813 da Casa Reale, a cui era pervenuta dalla soppressione dell'Ordine di Malta, per ducati 9562, e ebe era fittata prima per ducati 733, poi per 900 e infine per 824)*) non fu alienata e passò all'erede Cesare, che la permutò con case a Napoli dell'usufruttuario, suo zio Nicola.6*
Notiamo, in ultimo, che il Colletta era angosciato dall'idea che, per mancanza di denaro, le sue esequie non fossero dignitose; perciò, il
h Cfr. ora 'C. C, n, DIU.
*) Cfr. ora G, C,, u, DXDC.
) Cfr. or*, fe* parie, ' n. DXLVT.
*) Cfr. ora C.C, n. DLYTII.
5) Cfr. in Corte Colletto, Oep. Stor. p. Napoli.
6) Cfr. alcuni Ricordi tifila famiglia Collutta, IIJS. di Donato C, pronipote del Nostro, serbato in copia dall'amico barone Giacomo Colletta, che ringrazio di cuore per avermene favorito lo studio.