Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO
anno
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1938
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pagina
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955
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L'esilio di Pietro Colletta nella sua corrispondenza, ecc. 955
24 settembre 1831, ritorna sull'argomento con Nicola (dopo averne già trattato il 17 agosto 1830):
... Ti prevengo che ne' casi estremi trarrò eambiale sopra di te di ducati 400: accettala, pagala, sottrila: sarebbe l'ultima. Qui i mortori sono gratuiti, o carissimi: niente si paga per gitiare il cadavere nella fossa del Campo Santo; ma ci vuole buona spesa per aver posto in una chiesetta, cassa propria, ed un BUSSO col nome: perdona alla mia debolezza di questi forsi ultimi giorni, di non voler confondere le mie ceneri alle ceneri forse di una -spia, o di un birro, ma volere tm luogo distinto, ed una memoria...1)
* *
Oltre la vendita della palude, anche un altro espediente pensò il Colletta per sollevare le sue finanze: e fa quello di rivolgersi al nuovo Re Ferdinando II a cui offrì anche di acquistare il residuo della sua proprietà di Capodimonte, non comprata da Francesco I per avere quel terzo di stipendio, che gli era stato sempre negato dal Governo Borbonico fin dal 1822.
La idea, però, non gli venne di un tratto, appena salito al trono quel Sovrano, ma in seguito a un altro appello e vano dei fratelli per un suo ritorno a Napoli: il quale ultimo, a sua volta, derivò dall'eco che ebbe presso i suoi familiari l'ordine di espulsione dalla Toscana comunicatogli il 21 marzo 1831.
Non insisteremo, qui, su quel tentativo rivoluzionario toscano per costringere il Granduca a largire la Costituzione, voluto dal Guerrazzi e fallito sul nascere. Raccogliamo solo le notizie che egli dà della tentata sua espulsione nelle sue lettere. Il 21 ebbe il bando e il 22 scrive ai fratelli:
Per ordini, che credo generali, e voglio dire generali alla misera classe degli esuli, dovrò uscir da Firenze in tre giorni, da Toscana in cinque. Iddio mi conceda le forze necessarie a* travagli del viaggio. Di questo, e dove andrò, saprete per altre lettere... Intanto state sereni e lieti. Se mi conoscete, dovete intendere che più la fortuna mi abbatte, più l'animo proprio mi rialza...2)
Ma l'ordine fu presto sospeso per la malattia del Colletta che come scrive il Guerrazzi nelle sue Memorie*> avrebbe risposto al Commissario di polizia: aspettassero un'ora che sariasi tolto tale esilio egli stesso da non disturbare più alcuna polizia del mondo . E di
i) Cfr. ora C. G., n. DXLDC
*) Cfo ora (Spi, n. 0X1.
aj In MAZZIOTTI, Ultime vicende, p. 3.54.