Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO
anno
<
1938
>
pagina
<
959
>
L'esìlio di Pietro Colletta nella sua corrispondenza ecc. 959
In questo periodo, continua domandare materiale per la sua Storia, pur senza mai citarla: il 20 aprile 1830, dei ritratti del Conte di Ruvo Ettore Carafa e un opuscolo dell'abate Ferrari, palermitano, sul terremoto del 1821; nel 27 aprile, un opuscolo di Gabriele Pepe sull'altro terremoto del 1805. detto di S. Anna ; I* 11 settembre stesso anno, la data della morte dello Zurlo; il 14 dicembre 1830, notizia di tutti i conventi del Regno, esclusa la Sicilia, e il notamente di quelli ripristinati per il concordato del 1818, compresi dettagli sui rispettivi Ordini e sulle entrate; il 15 marzo 1831, il nome del negoziatore francese dell'armistizio del 1799 e quello del Damiani (da riscontrarsi negli almanacchi degli anni 1799-1805); il 14 giugno, in ultimo, l'elenco dei monasteri soppressi nel Decennio. *)
Circa giudizi su nomini politici, eccone due, del 24 maggio e 4 giugno 1831: il secondo riguarda un patriota di secondo rango, il libraio Gennaro Materazzo, ma è significativo per le opinioni politiche del Colletta:
... È morto ieri l'ai irò un tal Materazzo napoletano, esule, poi richiamato; famoso per le insane grida di libertà negli anni 20 e 21... **)
Viceversa, il primo giudizio riguarda proprio il predecessore del Colletta quale Ministro della guerra nel 1821:
Mi è dispiaciuta la morte del Gen. Parisi,3) perchè il bene agli onesti è tanto taro che l'aspetto di un bravo uomo favorito dalla natura e dalla fortuna è consolazione degli amici buoni. Ma dopo ciò, considerando alla necessità di morire, dovranno i suoi parenti ed amici ringraziare Iddio di quanto gli concedette in vita; poco di sventure-, molto di prosperità. Requiescat; e serbiamo di lui memoria cara e venerata. *)
Circa compagni di esilio, egli parla solo del notissimo Giovanni La Cecilia, intercedendo per lui presso suo padre, a mezzo del fratello Donato: prega, infatti, i suoi fratelli, con lettera del 12 ottobre 1830:
Quando [Donato] viene in Napoli cerchi di vedere il t-ig. La Cecilia, padre di quel giovine che fu un tempo al suo studio. Costui viveva in Livorno; venne in Firenze; e dopo alcuni giorni fu cacciato di Toscana. Fece il suo possibile per rimanere, ma senza prò. Sta oggi in Lucca, vivendo miseramente, e tollerando la vergogna e le persecuzioni de* creditori lasciati in Toscana. Dice che aspettava da Napoli 446 ducati; e che il padre e lo zio han sospeso il pagamento, perchè credono la sua espulsione o meritata o volontaria. Mi costa che di nulla è colpevole, e perciò dovrebbero cotesti suoi maggiori non abbandonarlo. Egli prega di far trarre cambiale da Forquct, a suo benefizio, della somma
0 Su tutti questi argomenti, cfr. la Storia, ad nomina.
2) Cfr. ora C..C, n. DXXV.
3) Su di lui, cfr. Storia, ed. il.. II. p. 394. *) Cfr. oraTSliL n. DXXIU,