Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1938>   pagina <960>
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Gennaro Maria Monti
su detta: eri io prego te, caro Donato, a praticare questo atto di carità, ed a farmi sapere qualcosa, benigna per lui o contraria, ma difUnitiva. Non son gli esuli abbastanza compianti perche non è ben misurata da lontano la sorte loro... ')
Circa, inane, opinioni letterarie, chiuderemo con una lettera del 4 maggio 1830 diretta a suo nipote Pietro Micheletti: questi gli aveva inviato una sua tragedia su Caniherto e il Colletta ne aveva dato pes­simo giudizio il 13 aprile, come risulta da una sua lunga lettera già pubblicata, *) esortando il giovane diciottenne 3) a lasciare versi e tragedie e a studiar lingua e classici latini e italiani, promettendo diri­gere i suoi studi, ove avesse promesso di ubbidire alle sue esortazioni; ma il nipote baldanzosamente vuol difendere la sua opera, sì che riceve dallo zio il seguente rimprovero, burbero ma affettuoso:
Mi avete scritto una lettera da Napoletano e da paglietta: perchè da Napo­letano, noi dirò: da paglietta, perchè vi piace di sostenere ogni cattiva causa. Ma che debbo pensare di un giovine che difende i francesismi, le trivialità, le oscurità ? che cita in autorità di lingua la curia Napoletana, fogna di tutte le immondizie? Avreste difesi i barbarismi se sapevate che fossero: sono le voci che le genti barbare apporta­rono in Italia; o ohe per non avere origine Greca, Latina, o indigena furono chiamate con quel nome. Insomma, caro Nipote, se voi erodete bellissimi i vostri componimenti, non turbate questa felicità celestiale, come che lusinghiera e bugiarda; godete in Voi stesso; né cercate maggiore istruzione, la quale distruggerebbe le delizie di que' sogni.
Ma se poi promettete, anzi giurate, 1 di non far tragedie mai più; 2 né versi; 3 studiar bene il latino ne' suoi classici; 4 studiar bene ne' classici l'italiano; 5 dedi­carsi alle prose ed a* vostri studi legali: se promettete e giurate tutto ciò, scrivetemi a lungo, aspettate da me lunghe risposte; e confidate nel mio zelo per la vostra istruzione, ma null'iiltro che zelo, perciocché so di essere ignorantissimo. Oh quanti firmi di pre­sunzione svaniscono studiando libri dotti, e conversando con nomini dotti! Alimento di smodato amor proprio è il vivere nella ignoranza e con gl'ignoranti. Voi, caro nipote, vorrete essere del numero de' primi benché di pochi e melanconici, piuttosto che de secondi comunque numerosi ed allegri. Abbraccio caramente Voi e tutti di vostra casa, che è casa mia.
P[ietroj. *)
* * *
Abbiamo accompagnato così il Colletta nella sua ultima malattia, settimana per settimana. Terminiamo ora accennando alla sua morte, dei cui particolari nulla seppe il Mazziotti B) e poco il Cortese,6) che
I) Cfr. ora C. C, n. CDLXVJL *) Opere intuito, II, pp. 370-2. *> Cfr. ivi, p. 370, n. 1. *) Cfr. ora C. C n. CDXI4X.
5) Ultime vicende, p. 355,
6) Pietro Colletta, m>. 79-81.