Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO
anno
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1938
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pagina
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963
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L'esilio di Pietro Colletta nella sua corrispondenza, ecc. 963
La povertà del patriota napoletano è ammessa generalmente da contemporanei e da posteri: il Capponi scrisse: viveva con parsimonia; che dai tanti uffizi esercitati era uscito quasi povero; x) e il D'Ayala, circa il soggiorno in Austria, parla del suo cordoglio di vedersi assottigliare da dì in di gli argomenti del vivere ; 2* e il Manfroni asserisce la sua povertà , 3) non avendo egli lasciato eredità se non d'affetti ; *) e il Cortese mette in rilievo che nel testamento del 1821 egli lasciava soltanto 10.000 ducati dopo trent'anni d'impiego e quindici di vita luminosa, con larghi soldi,s) accogliendo poi l'attestazione del Colletta del 1828 di vivere poveramente e di vendere e consumare tutto il suo piccolo patrimonio ;6) e il Mazziotti, a smentire l'appostagli ricchezza ricorda, più esattamente del Cortese (il quale, invece di 25.000 ducati, parla di 10.000), dal testamento medesimo del 1821, che egli allora aveva proprietà del valore di 36.000 ducati gravati di debiti per 11.000 ducati, e che nel 1822 spendeva mensilmente 1. 331,50 vivendo nel modo più economico 7) e, altrove, 8) riferisce l'attestazione del Colletta, in fine della sua Storia, di essere egli povero e morente .9)
Or tutto questo da una parte è confermato, dall'altra ci sembra invece, smentito dai nostri documenti. Che il Colletta scriva assai spesso ai fratelli, così come agli amici, dal Foerio 10) al Leopardi, n) lamentando la propria miseria, è vero: basterà ricordare tanti brani già riferiti, specie due del giugno 1822 e dell'aprile 1827.
Ma poteva proprio dirsi povertà quella del Colletta, come egli conclama e i suoi biografi accolgono ? Innanzi tutto, dalle cifre da lui
1) Op cit. (cfr. ed. Storia, Losanna, Buonamici, 1862,1, p. XVI).
2) In Opere inedite citt., H, p. XXIX.
3) Ed. cit., I, p. XVII.
4) H I, p. XIX.
s) Pietro Colletta cit., p. 101.
6) Jd.. p. 76 e n. 1.
7) Esilio cit., pp. 8-9 es.tr.
8) Leopardi cit., pp. 261-2 (cfr. anche Ultime vicende citt., p. 348).
9) Ed. MANFKONI, II, p. 453
io) Ad es., lettere 16 gennaio 1822 (noi qui consumiamo i tenui capitali con noi portoti che spariscono di giorno in giorno: non vi sarà traccia di loro fra qualche mese. Venderemo tutto), 28 febbraio 1823 (la mia domestica posizione, caro Poerio, è miseranda ) ben mosse in rilievo dal MAZZIOTTI, Esilio cit., pp. 9 e 14 e 26 giugno 1823 (i mezzi al consumano di giorno in giorno ecc.). su cui cfr. MAZZIOTTI, Iprimi anni citt.. p. 6.
ti) Cfr. lettera 1 aprile 1831, con cui il Colletta annunzia ohe non pagherà più oltre il sussidio da ini largito al Leopardi, dopo l'ultimo dodicesimo promesso: io... tento la vita con la mia famiglia, e misuro por ogni spesa (pur quella delle medicine) il poco pia o meno (cfr. .1 ANNONE, Dal Leopardi cit., pp. 53-4).