Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO
anno
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1938
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pagina
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965
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L'esilio di Pietro Colletta nella sua corrispondenza, ecc. 965
E almeno esagerata, quindi, l'asserzione del Colletta in tale lettera nulla o poco rimanere del suo patrimonio ; asserzione ripetuta nel testamento: malattia continua e povertà crescente, avendo assottigliato e quasi distrutto il mio patrimonio, ecc. .
E veniamo ai rapporti del Colletta con Ferdinando IV e Francesco I: possiamo ritenere, anche qui, esatta l'accusa del medesimo testamento sulT ira implacabile contro di lui del governo Napolitano ,2) o dobbiamo crederla anche esagerata? Non ripetiamo certo qui le accuse contemporanee sul suo tradimento verso il Governo Costituzionale del 1820-1,3) ben accogliendo le acute difese del Cortese circa il carattere della restaurazione di Re Ferdinando 4> e circa la enorme inverosimiglianza della cosa, tradimento, in verità, molto ricco di risultati e di ricompense per un... destinato a morire in esilio e povero!;s* ma ci riferiamo alle sue richieste di sussidi al Governo; ai pagamenti avuti in Austria,,e prima negati dal Borbone, 6> a tutta la condotta dei due Sovrani verso di lui e sua verso di loro dopo il 1821. Date le condizioni economiche del Colletta, non Io seguiremo certo nei suoi sdegni7' per il negato sussidio; rileviamo solo che, iniziato quel capolavoro antiborbonico che è la Storia, il Nostro certo non avrebbe potuto ritornare a Napoli. Vedemmo anzi, più sopra, come egli pure non lo desiderasse più.
Piuttosto, che cosa ci rivela il nostro carteggio dei suoi sentimenti verso i suoi Sovrani, anche mentre pensava o scriveva la terribile sua opera? Egli si mostra come naturalmente nelle varie suppliche 8) ossequentissimo verso di essi: il 12 maggio 1822, confida nei benigni effetti della clemenza... e nelle virtù del Sovrano ; il 24 giugno stesso anno e il 4 marzo 1823, scrive, come già vedemmo:
Sua Maestà mi ritiene colpevole; se quindi mi richiamerà alla mia patria, m1 farà una grazia nel suo cuore, e come grazia la riceverò; ma all'infuori del Sovrano, che io riguardo come sagro ed inscrutiuabilc. nessun altro creda mai di avermi fatta
1) ., p. 283. *> Id., p. 283.
Basterà citare MA/.ZIOTTI, Esilio Austria cit., p. 8 estr., e CONTESE, Pietro Collctta, p. 97.
4 Id., pp. 97-8.
) ., p. 97.
6) Cfr., per tutti, CORTESE. Pietro Collutta cit.. pp. 62-5, e le nostre lettere
patsim.
') Come vedemmo, nella sue lettera del.1'0 novembre 1821 egli giunge a scrivere:: ho di possidenza quanto di debiti} e di rendite quunto di pesi. 11 che significa che
non ho nulla.
*) Cfir. il testo in CORTESE. Pietro Coltrila, cit,. Documenti, I; nonché più sopra.