Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1938>   pagina <967>
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L esilio ili Pietro Colletta nella sua corrispondenza, ecc. 967
significativo, infatti, una dichiarazione di affetto verso quello Stato che aveva abbattuto quella Rivoluzione del 1820-1, di cui egli era stato Ministro ?
Ma specialmente notevole è la notizia dell'acquisto di parte della sua villa di Capodimonte da parte di Francesco I*) e, soprattutto,
I altra, inedita, di un sussidio di 270 ducati, ottenuto dal medesimo a fine del 1827. Insomma, allorquando il Colletta aveva quasi finita la seconda parte della Storia, 2) egli riscuoteva sussidi e vendeva a buon prezzo 31 parte della sua villa a Francesco I, e temeva che il sussidio non fosse conti­nuativo ma una volta tanto ( ho letto scrive il 28 dicembre 1827 la copia della decisione per lo affare de* duce. 270, e non mi rassicura.
II marzo 1828 non è lontano: finiranno allora le speranze o i timori): sua linea di condotta, questa, di accordo con quanto riferì a fine feb­braio 1828 il Disperati al ministro De Medici circa la minaccia del nostro di pubblicar presto la Storia, vendendo i manoscritti a qualche libraio di Parigi o di Londra ove il suo governo lo avesse tenuto ancora in abbandono .4) Non dobbiamo, pertanto, ritenere esagerata la sua invettiva contro le persecuzioni borboniche ?
Ma davvero, poi, il Colletta desiderava ritornare a Napoli ? Cioè lo desiderò sempre nel decennio dell'esilio ? Abbiamo già potuto seguire le sue evoluzioni dalla nostalgia cocente della patria e della famiglia alla indifferenza, dal desiderio dovuto a sole ragioni di salute fin quasi al diniego di un eventuale perdono, si che è inutile ripeterci: ricor­diamo solo che ai primi del 1829 il suo distacco da Napoli ormai è compiuto e fra breve andrà compiendosi perfino quello dalla famiglia, come si rileva dalle lettere sempre più Brevi e sintetiche e meno intime, sì che egli confessa il 5 ottobre 1830: manca materia a dir altro. In tanta abbondanza di cose non si crederebbe la sterilità della nostra corrispondenza, distacchi, questi,dovuti certo alla sua atroce malattia e alla sua melanconia, ma anche ad una sua sopravvenuta freddezza, di cui si lodava.
E allora a che cosa ormai teneva il Colletta ? Quali erano ormai le sue più alte aspirazioni, oltre la guarigione sempre più impossibile? Soltanto la fama: ecco runico sogno, il suo grande ideale! quanto
i) Gir. MAZZIOTTI, Ultime vicenda citi., p. 348 e pia indietro.
2) Cfr. COHTKSB, Saggio* pp. 5-6.
0 II Colletta, invero, il 10 febbraio 1824, aveva tinnito ben 22.400 (Incinti la carni n, il terreno e il giardino, incaricando il fratello Nicola di venderli: ma, da ima parte, il Re acquisto solo in parte quella proprietà, dall'altra, il Colletta calcolava nientemeno a) 3 ro una rendita premonta netta di 672 ducati.
) C. CoirTESB, Pietro Colletta cltM pp. 76-7.