Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1938>   pagina <968>
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Gennaro Maria Monti
scrive il Cortese sul suo egocentrismo, portato alla massima esagera­zione, in cui sta tutta la spiegazione della Storia del Colletta ,1J trova quasi un commento e certo una riprova nella bellissima e sdegnosa lettera che vedemmo, al fratello Donato, il quale gli suggeriva economie (10 agosto 1830):
ciascuno che non viva per il ventre e per la crapula, si dà uno scopo alle azioni: tu hai mirato alla prosperità ed all'accrescimento della tua casa, subbietto santis­simo di un padre di famiglia; sei riuscito; Iddio ti secondi e ti benedica per lunghi anni. Ho il mio scopo ancor io, la bella fama: e per studi, per fatica, per opere, spero acquistarla; e già deggio a lei quella stima e quei riguardi che mi portano.
Così, circa un anno prima di morire, il Colletta, in una lettera ulti­missima ai fratelli, rivelava la essenza della sua attività, il punto een­trale della sua figura: alcuni potettero dirlo cinico o egoista; noi lo con­sidereremo, più serenamente, in funzione della sua ambizione e della asprezza della sua malattia; ma certo l'ambiguità della sua condotta verso i Borboni, le esagerate lamentele sulla sua povertà, il distacco dalla patria e dagli affetti familiari non sono giustificabili a pieno e lasciano delle ombre, credo incancellabili, sul moderno Tacito, 2> per quegli anni di esilio.
GENNARO MARIA MONTI
*) Pietro Colletta cil... p. '121. Cfr., fra l'altro, il suo ultimo testamento, 0 È notissimo, infatti ohe il Colletta fu tacitiano : basterà citare CORTESE, Pietro Colletta cft., p, 143, e Lettere cifct., p. 307.