Rassegna storica del Risorgimento
TOMMASEO NICCOL? ; MOLISE
anno
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1938
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pagina
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969
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NICCOLO TOMMASEO NELLE SUE RELAZIONI . CON ALCUNI LETTERATI MOLISANI
Il Tommaseo non fu soltanto) com'è noto, l'implacabile nemico del Leopardi e del Giordani, ma anche nn generoso incitatore e banditore delle opere altrui, massime dei giovani.
Uno di questi fu il prof. Nicola Maria Fruscella, nato a Monta-gano nel 1846, morto a Frosolone nel 1904; il quale, sebbene sfornito di titoli accademici, dopo il tirocinio nelle scuole elementari, passò prima all'insegnamento in un privato Istituto Ginnasiale e Liceale a Campobasso, poi alla direzione e all'insegnamento nel Ginnasio Comunale di frosolone; collaborò a molte riviste, e una ne fondò, insieme con Gennaro Carissimi, dal titolo Palestra del Sannio; per le sue svariate pubblicazioni, ebbe lusinghiere lodi e fu in corrispondenza con uomini illustri, quali Augusto Conti, Enrico Bindi, Francesco De Sanctus, Luigi Settembrini, ecc.; e meritò, fra l'altro, la nomina a socio della R. Commissione pei testi di lingua. *)
Pur essendo uno studentuzzo sconosciuto, tanta era la stima, la riverenza e l'amore ardentissimo che il Fruscella, come italiano, nutriva per il Tommaseo, fin da quando ne aveva cominciato a gustare gli aurei volumi, che non esitò, il 10 ottobre 1865, a dargli stroppio col pregarlo di concedere la sua conoscenza e risolvere questo dubbiuzzo da cui vivamente desiderava uscire: Si dicono a ragione morti que' vocaboli e modi de' classici, che, non essendo vivi in Toscana, sono però vivi in altre provincie del Bel Paese ? . 2)
Gli fu risposto il 2 novembre:
Le locuzioni e i vocaboli meno usi tati nel comune linguaggio d'Italia, e della atessa Toscana, hanno pure in gualche angolo d'Italia, e taluni nel bcl'mezzo della Toscana,rraalche vita. Certuni anche di quelli che giacciono nelle antiche scritture, l'autorità di scrittore valente, e le necessità dell'uso odierno, li possono ravvivare. Ne abbiamo esempio, per tacere d'altri, [in] Improntitudine e Consorteria, cose che se la dicono. Ma da cotesto non segue che tutti i vecchiumi e le stranezze debbansi alla lingua vivente confondere senza discernimento. Si scrive per farsi intendere; e di bene intendersi gl'Italiani hanno grande bisogno.
Poco dopo, il 30 novembre, sottopose alla risoluzione del grande Dalmata un altro quesito, sorto dalla conversazione peripatetica d'una cricca di giovanotti, che l'avevan discusso senz'alcun risultato,
1) GIOVANNI JANNONE, Ricordi biografici dei prof. Nicola Maria Fruscella, Campobasso, Colìiti, 1905.
2) Questa e le lettere che seguono fanno parto della Collezioni) Bastogi nella Biblioteca Labronica di Livorno.
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