Rassegna storica del Risorgimento

TOMMASEO NICCOL? ; MOLISE
anno <1938>   pagina <970>
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Achille Do. Hubvrlis
anzi con più dubbi di prima: se nelle cose del Leopardi, e specie nelle poesie, ci abbia sentimento cristiano, e se il Cristianesimo abbia ispi­rato al Leopardi que' pensieri non falsi che La. Alcuni sostenevano che, essendo nelle opere leopardiane dei nobili concetti, come quelli sulla donna, degni d'uno scrittore cristiano, bisogna convenire esserci sentimento cristiano; altri non esser ciò vero, poiché gli stessi concetti si riscontrano in poeti pagani; e il Fruscella aveva concluso che in questi non si possono cercare buoni sentimenti e concetti se non secondo l'etica naturale. Il Leopardi , egli diceva, è un pessimista, è il poeta del fato, dello sconforto; per lui il male tiene necessariamente il campo. Il cristianesimo è invece largitore di grandissimi beni agli uomini. Non ostante la lotta del bene col male, quelli procedono verso i supremi fini, loro assegnati dalla eterna sapienza. Il migliorare è legge divina; il fato è assurdo, è disperante. La poesia ha per suo uffizio d'inculcare migliori dottrine che non fece il Leopardi .
La risposta, aspettata con ansietà , non venne o disgraziata­mente andò perduta. Ed è davvero gran perdita, perchè servirebbe a meglio spiegare il malanimo che il Tommaseo nutrì sempre verso il poeta recanatese, per preconcetti religiosi e filosofici.
Poi, il 30 maggio 1866, il Fruscella mandò al Tommaseo, per conoscerne il parere e il giudizio, i suoi opuscoli: Sulla traduzione delle due odi greche di Giacomo Leopardi per Leonardo Girardi di PetreUa Tifernina (o la sola traduzione) e La Lingua parlata di Mon-tagano nel Sannio, quest'ultimo già apparso nel fascicolo d'aprile della Gioventù in Firenze. Osservava che molti vocaboli dei dialetti moli­sani gli pareva venissero dal greco. Così cria, che vai niente, vien da xpe(a (indigentia) e xpsia da xvjpsuco {coreo). Chi, richiesto di danaro, vuol rispondere che non ne ha dice: Non ne ho cria . À Campobasso, chi vuol significare d'aver tenuto dietro a qualcuno dice d'essergli andato cata pede, che è il greco xocrà TtóSaC (pedetentim, per vestigia), ecc.
E anche questa volta il Tommaseo cortesemente così gli rispose:
Non ho a mano il libro del Leopardi, né posso raffrontare quelle sue giovanili esserci (azioni in lingua greca con la versione che ne fa l'amico di Lei. La sccomlu, siccome più rcttorica, e meno confacentc all'agilità dello spirito greco, non poteva non dare impaccio al traduttore, valente, il quale con assai più garbo conduce la prima. Ma Rapido sopra contigli non mi pare congegno di parole elegante; e meno ancora nel suo topor molla ei non sunto. Il resto è di cara semplicità.
Mi dispiace che il tempo mi mancasse di leggere attentamente quel eh Ella prive intorno a! suo dialetto. Ne noli le corrispondenze e eoi latino e col greco,cor-rispondenze che sono storici documenti. Cria nel toscano e la castagna nel primo formarsi, nell'elemento del frutto; forse da criare che dicevano por creare, e affine a