Rassegna storica del Risorgimento
TOMMASEO NICCOL? ; MOLISE
anno
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1938
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pagina
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976
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976 Achille De Rubarli,
di quel ch'egli afferma avere scoperto per forza di calcolo; non è però da negare che ogni qualsiasi scoperta si compie non solo per l'osservazione di fatti ma in virtù di p rincupii, senza i quali lo scopritore non potrebbe ne intendere i fatti né attendere ad essi. La voce dati, eh* è dell'oso scientifico e del comune, conferma insieme l'assunto del suo libro, etlo tempera; injquanto ci dice che lo spirito deve di fuori ricevere Qualche cosa; ma deve poi sulle cose ricevute operare. Il principio d'analogia sopra il quale tutta la scienza e l'arte e la pratica della vita si fonda, non è cosa che venga di fuori, al modo che vengono i fatti; ma insieme è cosa non arbitraria, né che possa l'uomo a se stesso creare. La facoltà dell'immaginazione, senza cui non potremmo né pensar l'avvenire né quindi volere, suppone l'idea del possibile; e questa non ci viene dagli enti reali. Quindi è che non solamente il bello, oggetto delle arti che di belle hanno il nome più propriamente, ma né veruna opera d'arte per manuale che sia, quando richiegga un congegno di parti per semplice che si voglia, può recarsi al mondo reale interamente, né dal mondo reale interamente dividersi. La similitudine a cui incominciando Sila accenna, meglio che similitudine mi pare unsixnbolo e un argomento: l'occhio da sé non basta a vedere; vuoisi la luce; e per la luce egli vede sé stesso eie cose: ma passivo nel vedere non è; né solamente della luce ricevuta tramanda, ma e della propria. Queste cose mi paiono dalle dottrine d'Antonio Rosmini illustrate sovranamente; e l'ingegno di Lei, Signore, potrà giudicarne assai meglio di me. *)
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La rinomata indulgenza del grande Dalmata, l'alta stima di cui godeva, come critico solenne e scrittore di cuore e di mente , invogliarono Luigi Alberto Trotta, pur di Toro, a offrirgli, il 2 maggio 1870, un presentuzzo: la vita da lui scritta di Giuseppe Zurlo di Baranello, uno tra i pochi uomini, illustri veramente , del Molise. In due momenti , osservava il Trotta, rfóffinili e tempestosi, fu egli in Napoli a capo del governo, e Io Stato, non pure fu salvo, ma divenne prosperoso per nuovi germi che attecchirono vigorosamente perchè egli li sparse opportunamente. Scrittori speciali della storia' napolitana, come il Colletta, lo hanno sconosciuto e vilipeso, ed ora la fama ed il singolare merito di lui erano caduti in dimenticanza. Io ho cercato di metterlo in luce e di offerirlo come esempio imitabile di statista abile e non perfido, progressivo, non rivoltoso; perciocché, mentre qualità tali dovrebbero essere inseparabili negli uomini di Stato, spesso, oggi in ispecie, sono così disgiunte, da non parere più
l) Morto Domenico Trotta, a nn amico del àglio, che della vita e delle opere del padre aveva pubblicato un ricordo e compianto , il Tommaseo cosi scrisse:" Le lodi che di suo padre il Sig. Trotta scrive dimostrano lui degno di dirle, o a meritarne di somiglianti educato. Questo libro sarà tra i non molti che serbo de' mandatimi da molte parti;.- e vorrei che padri e figliuoli lo leggessero per apprendere la riconoscenza debita al nobili esempi, rara virtù, effetto e causa d'altre molte. Le benedizioni paterno siano sopra la famiglia del figlio o sopra questa patria che suoi mali più gravi non sente, e non cura i rimedi! piò salutarmente efficaci.