Rassegna storica del Risorgimento
TOMMASEO NICCOL? ; MOLISE
anno
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1938
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pagina
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977
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Niccolò Tommaseo nelle sue relazioni, ecc. 977
possibile il desiderare, più che lo sperare, di vederle unite insieme in bella armonia .
Particolarmente gradito giunse al Tommaseo quest'omaggio; il quale die occasione a ringraziare con una lettera pregevole per la rapida, densa sintesi, contenuta in un solo periodo, uno di quei periodi, frequenti nei suoi scritti, ben congegnati, bene architettati, lucidi, scorrevoli come barca vogante su placido mare.
Pregiatissimo Signore
Ella ha fatto opera di buon cittadino a rinfrescare la memoria e a diffondere per tutta Italia le lodi di Giuseppe Zurlo, da Lei compendiate in tre belle parole* franco, generoso, modesto; di Ini che non promosse il culto di quella sciagurata triade politica alla quale tutta Europa oggigiorno sacrifica: la polizia, che aggrava il male co1 sospetti senza saperlo curare, la centralità dell'amministrazione che raccatta i perìcoli della debolezza insieme e della forza soverchia coli* impedire la distribuzione equabile della vita, la pedanterìa cancelleresca, marchiata con un barbaro nome, burocrazia; di lui che intendeva a riedificare l'autorità municipale disfatta, a sollevare il paese da quella nomade feudalità per la quale gì* impiegati pubblici spesso diventano audaci e valenti al nuocere, vili e impotenti al giovare; di lui che, lasciatagli la scelta tra due ministeri, alla giustizia piuttosto che alle finanze s'attenne, ma, quando alle finanze dovè provvedere, non esercitò meschinamente i* ingegno nella invenzione d'imposte dannose da ultimo più allo Stato che a' singoli cittadini; che con amore ingegnoso davvero provvide agli studii, fondò per primo nna cattedra di storia patria e di scienza diplomatica, volle negli esami di ciascuna disciplina giudici i professori della medesima facoltà, senza tanti sindacati polizieschi, umiliazione e non guarentigia; che aperse nuovi opifici fruttuosi, che onorò le arti belle; che per onorare un artista illustre, impetrò dal Murat fosse compiuta la statua del re spodestato (rimprovero a tante ingenerose e paurose vendette odierne); di lui ch'ebbe, in premio delle sue benemerenze, la carcere, e ne uscì puro, ebbe i sospetti, più della carcere tenebrosi, e colla luce serena del suo nome li sperse, e non solamente non fece traffico del martirio, né della potestà titolo d* impunità o arme di vile vendetta, ma s'affrettò a riscattare il proprio nemico prigione, e da' principi riconoscenti rifiutò le modeste ricompense proffertegli e rigettò un maggiomsco al quale erano fonte rendite confiscate; e, nella soppressione stupidamente violenta d'ordini religiosi, volle salvati in nome della civiltà i Cassinosi, in nome dell'umanità i Fate-benefratelli, gli Scolopii in nome della carità e della scienza e degli studi! eleganti*
Ringraziando Lei del suo dono, mi dico Tommaseo.
Quando in Italia si scrive qualche cosa, si pensa al giudizio del maestro della critica letteraria, al Tommaseo . Così lo stesso Trotta in un'altra lettera del 13 febbraio 1871, con cui, incoraggiato dalla benevola accoglienza fatta alla vita dello Zurlo, accompagnava il dono d'un suo lavoro su F. D. Bozzelli:La fama letteraria di costui,. diceva, va mista alla politica ed ha impedito che i pregi di lui fossero onorati quanto meritano. E deplorabile in Italia che le fazioni politiche debbano entrare in ogni cosa e tutto contaminare.
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