Rassegna storica del Risorgimento

anno <1938>   pagina <981>
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I VARIETÀ, APPUNTI E NOTIZIE
L'ARCHIVIO DI FRANCESCO SPROVIERI
La figura di Francesco Sprovieri non è certo delle più note del nostro Risorgimento. Oltre alle sue Memorie É non è a nostra conoscenza alcuno scrìtto di qualche rilievo che onori questo eroico patriota calabrese che fu buon soldato combattente in tutte le guerre per l'Indipendenza: arruolatosi come semplice soldato nel 1848, fini la sua carriera come tenente colonnello nel 1866 e fa più volte ferito e decorato.
Il suo archivio fu depositato dalla figlia, signora Beatrice Sprovieri Laterza, nel Museo Centrale del Risorgimento di Roma. Purtroppo del periodo che avrebbe potuto offrire materiale di maggiore interesse, quello cioè delle cospirazioni calabresi prima del 1848, nulla si è conservato, forse anche perchè, data la giovane età dello Sprovieri (era nato nel 1827), egli dovette svolgere quasi esclusivamente un lavoro di smista* mento, E nulla vi è sulla preparazione della spedizione di Sapri e di quella dei Mille, nelle quali egli ebbe invece parte notevole.
Ci resta, primo e più importante cimelio, l'autografo dei Ricordi pieno di aggiunte e di correzioni, insieme ai diari originali della difesa di Venezia e dei successivi viaggi in Grecia e in Francia.
Vi sono poi le carte ufficiali delle diverse campagne, che aumentano d'importanza collo svolgersi della carriera dello Sprovieri: alfiere a Venezia nel 1848-49; sotto­tenente garibaldino nel 1859; collo stesso grado imbarcato a Quarto, finiva la Campagna come tenente colonnello. Questi del 1860 sono i documenti più interessanti, accompa­gnati da quelli sullo scioglimento del Corpo degli Zuavi calabresi. Entrato poi nell'eser­cito piemontese, lo Sprovieri presto si fece collocare a riposo, per riprendere la spada nelle file garibaldine nel 1866 distinguendosi nel fatto d'arme di Condino.
Queste le carte ufficiali. Passando ora alla corrispondenza personale, le lettere che presentano maggior interesse sono quelle di Giuseppe Garibaldi e le settan­tadue (185194) di Giovanni Nicotera, amico fraterno dello Sprovieri e della sua famiglia.
Il resto del carteggio si può dire che ai limiti quasi esclusivamente alla vita parla mentaze dello Sprovieri, dai 1876 in poi. Per questo l'archivio non ha grande organicità: sono raccomandazioni, ringraziamenti, lettere che trattano di discussioni parlamentari di scarsa importanza, ecc. Corrispondenti sono: Nicola Fabrizi (1867), Francesco Crispi (1873), Oreste Baratieri (del quale si hanno nove lettere), Urbano Rattazzi (1895), Paolo Fongi (1862-83), Pietro Lacava (1887-90), Giuseppe Sirtori (1860), Stefano Ganzi-, (1866-78), Enrico Cosenz (1866-95), Gaspare Finali (1873-92), Luigi Miceli (1863-99), e i più rappresentativi patrioti calabresi.
Oltre a varie minute di discorsi, si deve ricordare il carteggio con G. G. Casareto sulla questione dei facchini del porto di Genova, che lo Sprovieri sostenne in Parla* mento nel 1887 e infine una serie di documenti che riguardano i danneggiati delle Provincie meridionali (1894-98).
EMILIA MQBELTJ
l) Ricordi politici e militari, Roma, Tip. delle Mari teliate* 1894,