Rassegna storica del Risorgimento
PORDENONE ; MONTEREALE (DI) GIACOMO
anno
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1938
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984
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984
Andrea Benedetti
Sulla scorta di alcuni documenti in mio possesso, erodo uLìle tratteggiare ora la figura del conte Giacomo di Moutcrcale anche perchè d alle vicende che andrò esponendo appare la partecipazione dei Pordenonesi tatti a quella campagna di guerra che doveva dar loro la redenzione.
Alberto Cavalletto si serviva, da Torino, dell'opera del Montereale per mantenere vivo in Friuli il sentimento dell'indipendeuza della Patria e l'attaccamento a Casa Savoia. A tale scopo egli svolgeva una continua e segreta propaganda e col provocare continui fastidi al Governo austriaco mediante spari di bombe nei pressi delle caserme, degli unici di polizia, ecc., e con pubbliche manifestazioni di patriottismo. Giovane ancora prese moglie nel 1855, e, quantunque padre di tre figli, man mono che si avvicinava l'epoca propizia per la redenzione del suo paese provvedeva a far emigrare alla volta del Ubero Piemonte la parte migliore della gioventù friulana perchè ingrossasse le file dei combattenti dell'esercito regio e il Friuli contribuisse, col sangue dei suoi figli, alla redenzione. Cosi in Friuli egli collaborava allo svolgimento del programma della Società Nazionale. Ebbe compagni nel difficile incarico il conte Pompeo Bicchieri, Luigi Gallo Gorgatti ed Eugenio Zuletti, sicché fin dalla seconda metà del 1858 il numero dei volontari fatti esulare fu di ben 270, sobbarcandosi talvolta egli, quasi per intero* le spese e le responsabilità. Nel 1859 venne anche la sua volta e scappò arditamente all'arresto intimatogli il 26 febbraio in pieno mezzogiorno al caffè, personalmente da un i. r, commissario perlustratore e da tre gendarmi.
Vigeva allora lo stato d'assedio e il Montereale, che girava sempre ormato, era disposto a vendere cara la pelle prima di essere impiccato. Dopo tragiche avventare riuscì a varcare il confine.
La sua vita di volontario comincia coll'arruola mento quale soldato d'artiglieria nell'esèrcito piemontese; in seguito chiese, ed ottenne, di passare all'Accademia di Modena e nel 1861 fu promosso ufficiale.
Destinato alla formazione della Brigata Granatieri (5a e 6") passò a Napoli, quale sottotenente del 5 Reggimento Granatieri. Nel 1861,1862 e 1863 fu ai confini pontifici prendendo parte a vari scontri coi briganti. Lo tormentava però sempre l'idea dell'indipendenza del suo Friuli, perciò, anziché fare la vita di guarnigione a Firenze, presentò le dimissioni da ufficiale, che, dopo ripetute domande, gli vennero accordate con lusinghiero encomio per il servizio prestato.
Ritornato alla sua Pordenone non venne processato in base all'amnistia generale concessa dall'Austria peri compromessi polìtici e cosi gli fu tolto pure il sequestro sui beni, ') ma venne obbligato a non allontanarsi dal Comune.
Da quel giorno ripreso con maggior iena l'opera di propaganda interrotta nel 1859. Compagno fedele nell'atti vita tanto rischiosa gli fu Bortolo Fanello. Come conseguenza delle grandi manifestazioni di giubilo avvenute il 18 febbraio 1861, giorno dell'apertura a Torino del primo Parlamento Italiano, furono arrestati a Pordenone Bortolo Fanello, Salvatore Franceschi, il medico Francesco Sartori ed il conte Agostino
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Decreto
Visto il foglio 3 Agosto p, P., N*> 6729 con cui 1' 1. R. Commissariato Distrettuale di Pordenone partecipava ull' illegalmente emigrato nob. Giacomo Montereale Montica che colla Sovrana Risoluzione 16 lùglio a. e. comunicata dall'Eccelso Ministero