Rassegna storica del Risorgimento
PORDENONE ; MONTEREALE (DI) GIACOMO
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1938
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987
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La partecipazione dei Pordenonesi, ecc. 987
Armati alla meglio con facili da caccia e da camoscio, laceri ed affamati, con solo una camicia rosso vagavano i adorni ti fra le gole piò inospitali delle montagne facendosi inseguire dai soldati austriaci che li sloggiavano di giorno in giorno dai loro dirapi, senza che essi potessero accettare battaglia perchè quasi affatto privi di munizioni. V
Perciò, quando il generale Medici avanzava col suo corpo d'esercito da Primolano, trovò il Cadore già occupato dalle bande dei volontari e potè mandare un suo ufficiale superiore, il maggiore cav. De Petro del 23 battaglione bersaglieri col suo aiutante luogotenente Talamini2' che organizzò e armò i volontari dividendoli in quattro colonne di circa 300 uomini ciascuna.
Mandata a guardare e a difendere i passi più importanti del Cadore, la banda del Montereale, imita ad un'altra ebbe a sostenere per otto ore un combattimento ai Tre Ponti (14 agosto 1866) contro il principe di Mensdhorf che comandava un corpo di 2200 volontari armati dalla Società Commerciale di Vienna. Nella sua colonna il Montereale ebbe quattro morti e 18 feriti ed il combattimento ebbe termine allorquando da ambo le parti si venne a conoscenza dell'armistizio stipulato fra le troppe alleate e l'Austria. 3)
Dopo la pace il Montereale propose e furono decorati della medaglia al valor militare quattro dei suoi volontari.
Sciolti t corpi dei volontari, egli ritornò nel 1867 alla sua Pordenone, ormai libera, ove ricopri varie cariche onorifiche *) e f u podestà di Pordenone (triennio 187375 e fino al 1 agosto 1876) e di Fiume Veneto. Morì a Varese il 16 febbraio 1906.
ANDREA BENEDETTI
v Con Buffoni (Antonio) era pure arrivato il conte Giacomo di Montereale già ufficiale nell'esercito regolare, il quale pure accettammo colle braccia aperte e che ci portò utilissimi e coraggiosi servigi (Relazione sulle Bande armate del Veneto di C. TrvA-RONI e C. VITTORELLI, incaricati della loro formazione, Milano, 1866, p. 40). Giunti i 700 facili ancora ottenuti col mezzo di Cavalletto dal Governo italiano, si armarono tatti i volontari che si trovavano acquartierati a Belluno e si formarono, per poter meglio organizzare la nostra gente, quattro grandi compagnie di 200 uomini l'ima, comandate da Tivaroni, Vittorcili, Galeazzi Luigi e Giacomo Montereale... La banda giunse a oltre 900 uomini (op. cit., p. 44).
2) La divisione Medici nel Trentino, narrazione storica militare di T. TABACQI, Firenze, 1867, con autorizzazione del Ministero della Guerra.
3) Durante il malaugurato armistizio... Buffoni fu mandato a Zollo estrema destra, Montereale a Borea centro e sulla via regia. Il Comando centrale risiedeva a Belluno con Tivaroni. Il 1 battaglione del Galeazzi era col gcn. Medici. U 10 agosto il comando (delle Bande) è assunto dal aig. Guarnieri (Relazione, ecc., op. cit., p. 47).
*) Fa consigliere (1867) e assessore (1868) comunale, membro della Commissione visitatrice delle carceri (1868), presidente della Società di scherma (1868), membro della Commissione: comunale di statistica (1880) e della Commissione municipale di vigilanza sull'allevamento dei bachi (1869); capitano comandante della Compagnia della Guardia Nazionale di Pordenone (dal 13 ottobre 1868), ecc.