Rassegna storica del Risorgimento
LANDUCCI LEONIDA ; TOSCANA
anno
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1938
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990
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Michele Lupo Gentile
circondata da sentinelle e alle tre sì presentò a Ini il delegato Pozzi con gendarmi e guardie regie per dichiarargli ch'egli era sospetto al Governo per essere scrittore dell'Osservatore romano giornale di reazionari, ed essersi introdotto in Toscana furtiva* mente col passaporto di un odiato Governo e finalmente perchè la denunzia era fatta senza il nome suo, ma della moglie, Anna Dufour. Il Landucd protestò e reclamò al Prefetto di Arezzo contro il trattamento indecoroso; ma questi, nonostante fosse stato una volta beneficato da Ini quand'era al potere, non si degnò di rispondere. " Probabilmente quell'affronto fu dovuto a imprudenza del Delegato piuttosto che a ordini venuti dal Governo centrale.
Da Foiano il Landucd andò a stabilirsi a Poggio Adorno in una villa appartata e sita molto in alto. Ma l'avversario più accanito contro di lui, Giuseppe Dolfi,-) non cessò di molestarlo, inviando spesso nei dintorni di quella villa un certo Guezxi per esaminare le sue abitudini ed i suoi rapporti con uomini politici. Altri individui furono visti aggirarsi attorno alla villa a scopo di scopclismo .3) Finalmente il Landucci colTainto e l'appoggio del suo antico subalterno, l'aw. Antonio Allegretti, potè stabilirsi in una villa presso Pescia, dove fu lasciato indisturbato. *)
Per la conoscenza della vita del Landucci, dopo la sua caduta da Ministro, sono interessanti le lettere ch'egli scrisse dal 1859 al 1862 ad Antonio Allegretti che, con consigli e aiuti, cercò di favorirlo sempre nella sventura. Fra quelle ch'io pubblico per la prima volta, assai importante è la lettera da Roma del 6 febbraio 1861s) in cui
i) Lettera del Landucci all' a w. Antonio Allegretti, 27 novembre 1861, in Ardi. cit.
2) Idem, Poggio Adorno, 2 gennaio 1862, in Archivio cit.
3) Idem, Poggio Adorno, 29 luglio 1862, in Archivio cit, *) Idem, Folloca, 25 agosto 1862, in Archivio cit.
5) Nulla ci è dato sapere della vita del Landucci dopo il 1862. Il Direttore della Biblioteca Comunale di Siena gentilmente mi comunica che l'ex.ministro dopo quell'anno dovette condurre una vita assai appartata. Si sa che morì il 17 marzo 1871, e che la sua salma fu sepolta prima nella villa Croci presso Castelnuovo Berardengo e quando questa passò in proprietà della famiglia Inchiostri, venne trasportata e tumulata nel cimitero della Misericordia di Siena il 4 marzo 1913 dove fu posta la seguente epigrafe:
A Leonida Landucci
Patrizio senese Cavaliere Gran Croce
Nato il 30 luglio 1800 morto il 17 marzo 1871
La Consorte e i figli dolentissimi
Q. M. P.
Le domestiche virtù di Leonida
conobbero i congiunti e gli amici
e fu per essi delizia.
H talento e la prudenza ammirò Leopoldo II
Lo volle suo Ministro di Stato
E nella prospera e nell'avversa fortuna
Lo ebbe fedele*
La mano generosa benedissero i poveri
soccorsi prima che postulanti
con vera carità di cristiano.
Dei dettami che la coscienza sua dicea retti
i buoni e i tristi lo esperimentarono
severamente tenace.
Coi sentimenti religiosi che mai tradì vivendo
Volle Iddio che morisse
Lo consoli con gaudio eterno
Lassù nel cielo.