Rassegna storica del Risorgimento

LANDUCCI LEONIDA ; TOSCANA
anno <1938>   pagina <992>
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992 Michele Lupo Gentile
II.
Landucci all'Allegretti, da Roma, maggio, 1859.
Sig. Cav. Segretario Amico C,
La ringrazio della sua lettera, e dell'amicizia con cui si è prestato a raccorrò gli elementi necessari per mettere a nudo la mia posizione. Ora, per quanto questa non mi sembri sodisfacente e mi riesca assai grave, pure quando non è individuale, ma è comune cogli altri, ha la possibilità di migliorare, ritenendo, che non possa a lungo protrarsi la misura a carico del Baldasseroni, cui nella loro coscienza debbono riconoscere mólti titoli di Benemerenza, e riconoscere pure che da Lui sia stato facilitato il corso delti eventi. Quindi ove io continui ad essere trattato alla pari, mi lusingo di veder modificato lo stato mio attuale, e solo mi spaventerebbe se (e non saprei come) si volesse fare una distinzione tra Lui e me. Ora dunque prendo le mie disposizioni per fare qui una lunga stanza colla speranza che possa la salute di così numerosa famiglia non risentirsi dell'influenza deWaria nella prossima calda stagione.
La bontà con cui Ella si è prestata alle mie richieste mi fa franco in pregarla a volermi avvertire quando che sia di qualunque variazione, che possa sopravenirmi. Io prevedevo questo evento, ma non mi era stato possibile preparare il modo di sostenerne le conseguenze le quali ora mi pesano. Vi vuol pazienza, e tollerare quello per cui non vi è rimedio. Sempre grato
obbl. servo ed amico L. Landucci.
in.
Landucci ad Antonio Allegretti, Roma, 6 febbraio 1861.
Sig. Cav. Preg.mo amico,
La gentilissima sua del 30 del caduto mese mi à schiarito assai sulla mia posizione, che conviene prendere in pace, poiché non è in mia mano di poter modificare. Quando non abbia probabilità di godere la mia quiete, non debbo esporre alla mia famiglia le conseguenze, che essa andrebbe ad affrontare tornando nel proprio tetto, senonchè nel caso, che qua oltre le inquietezze naturali alle convulsioni politiche, dovesse rischiare dei reali pericoli.
Se io guardo alla vita ritirata ed occulta, che qua conduco, non dovrei apprendere in qualunque evento questi ultimi, ma se altronde considero alla posizione di questa città, debbo assai dubitarne. In alcun altro paese non sono i partiti così disegnati quanto lo sono in questo. Jl partito dell*attualità è certamente il più numeroso e componesi di tutti quelli che sono attaccati al Governo sia pei loro stipendi, sia per le risorse della Curia Romana e di tutta la grossa e piccola possidenza; ma questo partito, per quanto numeroso e potente, limita la sua azione a quegli atti che attestano i suoi sentimenti, ma non scenderà in Piazza nà vi manderà i suoi stipendiati. Valtro partito, composto dei Curiali e dei medici e di motta gioventù, se ò meno numeroso, riesce a comparir metuendo sia per la sua attività che lo moltiplica, sia per la sua associazione al di fuori, sia finalmente col-non aborrire da qualun mezzo per riuscire. E tra quelli che adopra il più polente è quello dello stipen­diare tra i tresteverini ed i Montìgnani ipiù arditi e maneschi che, fieri par natura, sono