Rassegna storica del Risorgimento
LANDUCCI LEONIDA ; TOSCANA
anno
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1938
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pagina
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994
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994 Michele Lupo Gentile
sono oltremodo ritirate, e le loro passeggiate sono dirette sempre ai luoghi, ove o la Stazione o qualche funzione ecclesiastica fa qualche richiamo. Voler fare di giovani di tal sorte, degli agitatori è possibile solo a chi non li conosce, quindi il foglio ignorato o non curato in Roma è stato accolto e magnificato in Toscana, in cui si vuol far comparire la Scolaresca romana, quale era quella di Pisa o dell'Università Germaniche: con questa veduta si pubblica, che la scolaresca fa comparsa e dimostrazioni, che non sono mai esistite, se si esclude Vaver sparso per terra nelle scuole, e nella Biblioteca dell'Università dei fiocchi tricolori, e Vavervi fatto volare degl'uccelli, che avevano ai piedi legati dei nastri tricolori. Queste sono state le sole dimostrazioni fatte dalla Scolaresca, e pelle quali sono stati espulsi varii scolari.
NuWaltro vi è stato, ed è un invenzione toscana le passeggiate degli scolari pel Corso, non che le acclamazioni.
Ho creduto doverla di ciò annotisiare, onde pienamente giustificare i miei figli, che a vero dire sono una consolazione con cui Iddio mi allevia le attuali amarezze, ed ònd'Ella nella tale amicizia che mi dimostra possa valutare tutta la portata della perfida insinua" sione. Comunque però ciò sia; conviene subirne le conseguenze, e rassegnarsi atta necessità di stare lontano dal proprio tetto. Le apparenze sono che per ora non vi sia per essere variazione nelle condizioni romane, ma queste sono però tali, che non possono restare a lungo così. Come e quando varieranno ò incerto, quindi credo di dovere aspettare a prendere qualunque determinazione, potendo però verificarsi che la trasformazione avvenga con quella tranquillità che si presagisce in Toscana, oche riesca a paralizzare i moltissimi' elementi di resistenza, che io vedo, e che credo violenti anche più di quelli che li vogliono combattere. Persuaso però che io non possa aver quiete che nelle grandi città, ove debba variare Roma sono per cercare d'occultarmi o a Torino, o a Napoli, anteponendo il secondo ove in questo tempo che vi è a decorrere possa calmarsi l'agitazione che vi regna. Motivo alla preferenza sarebbe la maggior dolcezza del clima e la maggior facilità della vita, pure non prenderò tal partito che strettovi dalla necessità...
Mi confermo nella stessa amicizia e stima
Suo obbl. servo e amico Ti. Landucci.
V. Landucci ad Allegretti, Roma, 28 giugno 1861.
La cortese sua mi è giunta oltremodo opportuna, perchè l'articolo inscritto nella Nazione mi aveva fatto temere, come mi si preparasse nuova calamità col costringermi ad abbandonare quest'asilo, in cui la presenza del fratello già da lunghi anni stabilito, e la vicinanza al mio piccolo patrimonio minora i danni, cui mi condanna la coatta mia assenza di Toscana.
... Se si vuol meco tenere buona fede, non dovrei mai temere che il Governo sia per essere con me crudo quando sa, dai molti agenti, che qua tiene, la mia vita perfetta* mente nascosta e isotata, e come nò io nò alcuno dei miei meriti d'essere annoverato tra i reazionari. Ma mi danno a pensare i fatti, che vedo ripetersi in vari punti d'Italia pei quali rilevo, come creda il Governo, che non sia ancor giunto il tempo di frenare le passioni popolari e vedo che purtroppo potrebbero queste chiedere a mio carico delle cose che il Governo lasciato a sé stesso forse non sarebbe mai per pretendere. Ma ai mali, cui non può rimediarsi, conviene apporre rassegnata costanza.