Rassegna storica del Risorgimento

LANDUCCI LEONIDA ; TOSCANA
anno <1938>   pagina <999>
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Libri e periodici 999
Se. invece, le considerazioni politiche, le rivelazioni dei dictroscena, sono cimaste inedite, pei dar posto alln stampa di questo ciarpame, allora la colpa non è di Maria Amelia (che del resto non avrebbe mai affidato alle stampe le sue memorie) ma dell'edi­tore Che ha mostrato tanto poeo discernimento storico, e cosi scarso metodo critico.
ALESSANDRO CUTOLO
A. CAVAZZANI-SENTIEIU, Carmelita Manara nell'Italia eroica dell'unità, con prefa­zione di Antonio Monti; Milano, Libreria Scientifica e Letteraria, 1937, pp. 326.
Un prezioso carteggio inedito, conservato nel Museo del Risorgimento di Milano, costituisce lo sfondo e la trama di questo volume in cui l'A. ba fatto rivivere la figura di Carmelita Manara, finora poco nota, sebbene possa stare a fianco, per l'amore di patria che l'animò e per il dolore che sofferse, a quelle figure femminili, che la storia ha consacrato in un'aureola di luce: l'aureola del martirio. Questo volume vuole essere una ricostruzione della vita milanese anteriore alle Cinque Giornate e del fati­dico '48 e un'interpretazione del volontarismo lombardo. Il primo scopo è stato rag­giunto, il secondo non mi pare sufficientemente ottenuto. I tratti del lavoro, ad ogni modo, sono vividi e si mantengono fedeli ai documenti, pur ondeggiando fra l'into­nazione letteraria e storica. L'attenzione del lettore, salvo brevi soste, è incatenata fino alla fine. Tuttavia, giungendo all'Appendice, io ho provato come un senso di ristoro, leggendo i documenti come sono, l'impressione quasi dell'assetato che trovi finalmente una fonte d'acqua sorgiva. Si deve per questo concludere che il laborioso tentativo di ricostruzione dell'A. sia fallito ? 0 concordare con quegli storici i quali affermano che il documento storico acquista più dalla sua disadorna nudità che da un intelligente commento ? No certo. Ho detto che il tentativo di ricostruzione del­l'ambiente può dirsi lodevolmente riuscito, sebbene appaia talvolta sovraccarico di tinte romantiche; i sentimenti di quel mondo lontano tornano a vibrare, attraverso pagine gentili, come su un'arpa. Tuttavia le anime tormentate del dramma appas­sionato che si svolse intorno a Carmelita si riflettono talvolta meglio nei loro scritti non frantumati a scopo ricostruttivo.
L'esame di questo carteggio ci induce a considerarlo nettamente diviso in due parti: il limite è segnato dall'epica giornata di Villa Spada. Cosi il libro che su questi documenti si fonda poteva dividersi, come i canzonieri trecenteschi, in due parti: in vita e in morte. In vita cioè e in morte di Luciano Manara, perchè, pur essendo il libro dedicato a Carmelita, questa magnanima figura di donna non può avere e non ha che un valore di riflesso. La sovrasta e la vince la figura di Luciano. Del resto le lettere di Luciano a Carmelita sono tante e cosi belle e così significative, che avrebbero pienamente giustificato uno studio, di carattere più. severamente storico, che si imperniasse sulla figura dell' Eroe. Essa, è vero, è ben nota attraverso gli studi del Dandolo, del Capasso, del Viarana, ma queste lettere l'arricchiscono di tanti elementi nuovi e di sfumature finora sfuggite agli studiosi. La figura di Carmelita che in questo .periodo desta interèsse soltanto come consorte di un Eroe, anziché emergere e pri­meggiare, poteva profilarsi tenuemente nello sfondo. Ce, è vero, tutto il carteggio di Carmelita coi Dandolo, cangiante di toni sentimentali, scherzoso e brioso, ma esso è di gran lunga superato, per valore storico, dalle stupende lettere del Manara che ci appare tanto diverso dai Dandolo. C'è in lui un equilibrio mirabile, la coscienza e la voluttà del sacrificio.
Nella seconda parte in morte Carmelita in gramaglie ha diritto a tutta la nostra attenzione. Lo schianto del dolore e poi l'appassionato attaccamento ad Emilia Dandolo fanno pensare che questa donna, travolta nella bufera della sven­tura, cercasse prima il conforto e poi l'oblio nell'amicizia. Ma tra l'amicizia e l'amore di due anime sconsolate e deserte è breve il passo. Le linee del dramma, che forse travagliò la vita di questi due esseri vissuti a fianco dell'Eroe di Villa Spada,