Rassegna storica del Risorgimento

LANDUCCI LEONIDA ; TOSCANA
anno <1938>   pagina <1000>
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1000 Libri e periodici
e che per Ini non vollero varcare la soglia dell'amore, sono state già segnate dai Monti. Ma l'A. non ha voluto approfondire i termini e si dimostra anzi poco persuasa di questa tesi. Ma come spiegarsi allora certe lettere in cui Si sentimento trascende la semplice amicizia, tradisce il fremito e il dolorel'ansia e la disperazione del dislacco? Come Carmelita poteva dire che il timore della lontananza del Dandolo le toglieva la facoltà di pensare, le faceva desiderare la morte e ritenere insopportabile perfino il peso dei figli per i quali doveva conservarsi? Sarebbe stato forse opportuno estendere le ricerche ad altri carteggi contemporanei relativi alla società milanese, ed anche a qualche archivio privato, per vedere se l'amicizia della Manara e del Dandolo vi avesse lasciato una traccia o qualche indizio dal quale fosse possibile precisare più di quanto le lettere fra i due non dicano.
L'esuberanza del sentimento che trabocca nei documenti ha indotto l'A. come ho già osservato a dare al suo studio un'intonazione più letteraria che storica, il che lo rende interessante forse per un più ampio pubblico. Esula l'intendimento agio­grafico e non si può muovere all'A. l'appunto di aver fatto della storia romanzata, mentre uno scrittore fantasioso avrebbe potuto facilmente tradurre in dramma e in romanzo la figura di Carmelita (anzi mi consta che a questo tentativo attendono due scrittori valorosi). Rapita giovanissima dalla casa paterna dopo un romantico fidan­zamento, Carmelita fu ben presto trascurata dal marito che non esitò ad anteporre all'amore della famiglia l'amore di patria, al sogno della felicità il sogno della gloria e Carmelita ne soffri profondamente, ma anche silenziosamente, pensando che tutto si deve offrire alla Patria. Dopo il grande olocausto volle vivere degnamente nel nome dell'Eroe e, sebbene giovanissima, seppe reprimere ogni moto del suo cuore esube­rante. Materia incandescente, come si vede, che nessun scrittore potrebbe immagi­nare un'eroina in situazioni più drammatiche. Qui la figura di Carmelita si mantiene entro sicuri limiti documentari. Non è idealizzata e tuttavia ai dilegua nell'indeter­minatezza. A ciò contribuisce, forse, più che la mancanza di analisi psicologica, il frasario spesso astratto e involuto. A p. 104, ad esempio, si legge: Se timore e pessimismo balenavano a ingombrarle la mente, un fiotto di sanità calda tosto la riempiva e le metteva nel petto quasi dei battimenti d'ali ; a p. 110: Nelle vicende del giorno e degli eventi era per Carmelita il simbolo del vivere ; a p. 219: Quel­l'uomo col suo consorzio le illuminava il cuore : sempre a p. 219: La proiezione della personale esperienza di questi due tipi storici è sempre nelle lettere. U sembiante di ciascuno si foggia volta per volta e fluisce e vapora nell'involucro trasparente della propria specie epistolare, ecc.
Assai discutibili sono alcuni apprezzamenti su avvenimenti e persone, sui quali la storia ha già espresso il suo definitivo giudizio. Si veda, ad esempio, quanto è detto di Pio IX a p. 129: L'opera di Pio IX, dettata dalla bontà e dal genio della sapienza, aveva promesso di elevare il Pontificato alla grandezza di Paciere e riforma­tore del mondo, invece, il timido e straziato papa a cui Iddio aveva rivelato il pen­siero dell'avvenire, cedendo indubbiamente alla minaccia austriaca di scisma, aveva operato il tradimento e favorito il ritorno alla reazione. E a proposito del moto rivo­luzionario del '48: Il programma era unitario, tutti erano unitari di onore , mentre si sa che a-Milano, ad esempio, imperversavano i partiti più opposti.
Decorosa è la veste tipografica, sebbene la sopracoperta del volume, eccessiva­mente fregiata e di cattivo gusto, non si adatti all'indole della pubblicazione, che à anche purtroppo costellata di errori tipografici* Il solo indice ne conta due.
Ottima l'idea di iniziare con le lettere di Carmelita una nuova collana storica; Figure femminili del Bisorgimento tratteggiate nelle loro lettere d'amore e di pas­sione, tanto più che vivissima è l'aspettativa del libro di Francesco Ercole, da tempo preannunciato, sulla corrispondenza ManaraSpini. E notevole, senza dubbio è il contributo che questo volume dà alla storia dei corpi volontari nel *48-*49 attraverso la figura del Manara e dei suoi compagni. LUISA GASPARO?!