Rassegna storica del Risorgimento
LEMMI ADRIANO ; MARIO WHITE JESSIE
anno
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1938
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pagina
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1041
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Lettere di Giosuè Carducci 1041
XXXV.
r- A Bologna] 15 dee. 1894.
Dispiacentissimo di non poter rendermi a un desiderio vostro: ma non posso distrarmi da lavori molto gravi a cui sono impegnato.
Come state, caro amico? Ho visto con gran riso alcuni passi del libro tra pazzericcio e birbaccione ond'è venuta su la nuova guerra. Son cose da far gemere per la ragione umana. Ma è vero che i chiericali v'odiano più che le porte d'inferno. Onde io più vi amo. E vi auguro, cordialissimamente, il migliore anno.
vostro Giosuè Carducci. I I XXXVI. I T
P -. . Courmayeur, 11 sett. 1895.
Se non una poesia, ho fatto una certa prosa su la storia dei papi e sul poter temporale che spero valga meglio dei versi. Non ve la posso, per ora, mandare, perchè serve di prefazione a un libro di Ugo Pesci Ricordi del 1870, che non è anche in commercio e non so se ne avrò copia: ma la pubblicò, al solito, contro mia voglia, nella Illustrazione italiana della scorsa domenica il Treves, editore del libro del Pesci.
A Roma non vengo per il 20: perchè la folla, la turba, la festa non fanno per me. Non solo perdo il senso comune e divento grullo, ma ne soffro fisicamente per più giorni. Figuratevi che ci saranno tutte le Università e non so quanti congressi storici. Io vorrei trovar modo di non esser più professore, perchè ho chiacchierato anche troppo, e sento che farei meglio a scrivere in solitudine. Anche quella della cattedra è una ciarlataneria. Ma ne parleremo in Roma, quando verrò solo.
Vi saluto fraternamente. .
Giosuè Carducci.