Rassegna storica del Risorgimento

LEMMI ADRIANO ; MARIO WHITE JESSIE
anno <1938>   pagina <1043>
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Lettere di Giosuè Carducci
1043
XXXIX.
f. . Bolfogna] 5 apr. 1896.
Caro amico, L * r
Nei pochi giorni che fai in Roma dal 5 al 12 marzo tanto io era triste dell'animo, che non vidi nessuno. Mi trascinavo macchinalmente al Senato e al Ministero dell' istruzione, cer­cando lavori che mi ottenebrassero per togliermi alla visione del presente. Povera Italia! a che degenerazione e a che perfidia d'uomini ridotta.
A Roma sarò poco prima o poco dopo il 15, per il Consi­glio superiore. Allora verrò di certo a salutarvi ed abbracciarvi. Riposatevi intanto e rifatevi tra i vostri. Ricordatemi ai vostri figli. Che fa la crescente primavera dei nepoti ? Vi abbraccio.
vostro Giosuè Carducci.
I I XL. I I I
n Bol[ogna] 15 nov. 1897.
Caro amico, L J
Zanichelli ripara. Impossibile. Mettimi innanzi alla musica,
e perdo ogni facoltà. Basta che io pensi al zun e alle carte
rigate con le lettere della zolfa, e non mi riesce a fare un verso.
Mi son provato, ma inutilmente; peggio, con male della testa
per me. Io mi scuso, e tu scusami. Sentii dir di Giacosa. Ma
Giacosa, lo dico da vero, può far benissimo in quel genere. Io
ora poi non posso più distrarmi. Devo finire il saggio su
Alberto Mario (leggi il 1 articolo nella prossima Antologia) e
metter mano alla vita del Leopardi.
Salve et ave.
aff. tuo
Giosuè Carducci*