Rassegna storica del Risorgimento

LEMMI ADRIANO ; MARIO WHITE JESSIE
anno <1938>   pagina <1044>
immagine non disponibile

La Rassegna
XLI.
H Caro amico, Il I P1 maSSio 8. I
Scrivo breve, perchè ho la testa affaticata dal molto lavoro.
Stamane ho avuto una lettera della cariss. Jessie, assai fredda, assai ingrustaassaijirragionevole.
Io nell'agosto dell'anno passato la consigliavo di pubbli­care intanto il volume 2 degli Scritti di Alberto, con una prefazione di quattro pagine. La vita, che minacciava di riu­scir voluminosa, verrebbe poi da se. No, rispose Ella, deve uscire insieme colla vita. Badate, io non piglio impegni: sarà finita quando io potrò. Si è aspettato tanto, si può aspet­tare ancora. Io, senza dirLe nulla, potevo abborracciare un articolo da giornale, e darlo per prefazione. Ella era con­tenta ch'io rimettessi insieme gli appunti di un discorsetto che non ha altro che brutte frasi.
Quando la Jessie scrive a me ch'io ordino al Zanichelli di metter fuori il libro, non è giusta. Il libro è unito nella stampa dall'agosto 1897, io stesso lo rividi, io che rifeci il lavoro due volte per male intesi. La Jessie deve scriver Lei, ordinar Lei al Zanichelli. Io non entro più. negli affari suoi. Non ne voglio saper altro.
A settembre, mi capitò addosso, non cercato da me, datomi dal Governo, un carico, che non potevo rifiutare, perchè proprio della mia professione. Ho dovuto rivedere una massa di mano­scritti del Leopardi: saranno 5 o 6 tomi: sono io che curo le stampe: sono io che ho da fare le prefazioni. Il nome del Leo­pardi, il più gran poeta italiano di questo secolo, mi si è impo­sto: non potevo ricusarmi. Ecco perchè non ho finito la vita di Mario.
Del resto io non promisi finirla in tempo determinato. E non potrò finirla "che negli ultimi 'mesi dell'anno. E voglio finirla io, perchè io l'ho cominciata. I giornali non li rimando