Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <1049>
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LA GIOVINEZZA E LE PRIME ESPERIENZE POLITICHE DI MARCO MINGHETTI (1818-1860)
(Continuazione e fine - v. numeri precedenti)
M. MTNGHETTI PARLAMENTARE; SUA POSIZIONE E SUOI PRIMI ATTEGGIAMENTI. - La fisionomia della nuova Camera era notevolmente mutata rispetto alla precedente legislatura: il numero dei deputati, in seguito all'annessione dell'Italia eentrale, era pressocchè raddoppiato; nelle elezioni il partito liberale cavouriano aveva riportato un grande successo; la Destra della vecchia Camera subalpina formata di retrivi, era scomparsa, e predominavano le varie gradazioni del par­tito liberale; non numerosi, ma assai combattivi i rappresen­tanti della Sinistra, di quello che poi si disse partito d'azione, ancor sensibile alla ispirazione mazziniana, anche se sincera­mente convertito alla monarchia, com'era il caso del suo capo: Giuseppe Garibaldi. Certo il fiore del patriottismo e della cultura italiana aveva nella nuova Camera una degna rappresentanza.
Il Min ghetti aveva già reso alla causa nazionale tali ser­vigi e possedeva tali doti, da poter essere annoverato fin dall'inizio fra i deputati più autorevoli.
Alto della persona, biondo, un po' magro, aveva fisiono­mia nobile, occhi chiari e mobilissimi, voce armoniosa. Era signorile in tutto, scrive G. Giolitti, nei modi, nella cultura, e questa sua qualità era molta parte del fascino che egli eser­citava su tutti.1} Questa signorilità era, se mi è lecito dirlo, la sintesi, l'espressione più perfetta delle sue doti migliori: equi­librio di pensiero e di sentimenti, senso della misura, innata ripugnanza a qualsiasi volgarità, squisito temperamento d'ar­tista, classicamente educato all'ammirazione di ogni bellezza.
j) Cfr, G- GIOLITTI, Memorie della mia vita, Milano, 1922, voi. I, p. 21.